Paesi senza negozi? La Provincia prova a salvarli

Nelle valli altoatesine il negozio di paese non è soltanto un’attività commerciale: spesso è l’ultimo presidio rimasto, un luogo di incontro e un servizio indispensabile soprattutto per anziani e residenti delle frazioni più isolate. Per questo la Giunta provinciale, su proposta del vicepresidente Marco Galateo, ha deciso di prorogare fino al 2028 gli aiuti ai servizi di vicinato, introducendo alcune modifiche che puntano ad ampliare la platea dei beneficiari.

Tra le novità principali c’è l’innalzamento del limite di fatturato per accedere ai contributi, che passa da 450 mila a 600 mila euro. Una scelta che riconosce come, negli ultimi anni, l’aumento dei costi e dei prezzi abbia reso ormai superati i vecchi parametri, escludendo attività che continuano a svolgere un ruolo essenziale nei piccoli centri.

La Provincia equipara inoltre il contributo per chi rileva un negozio già esistente a quello previsto per una nuova apertura, fino a 20 mila euro, mentre il sostegno per mantenere aperta un’attività sale fino a 16 mila euro. Arrivano anche incentivi per i container di vendita, una soluzione destinata alle località rimaste completamente prive di esercizi commerciali: fino a 10 mila euro per l’installazione e fino a 8 mila euro l’anno per mantenerli operativi.

Sono interventi che vanno nella direzione giusta e che rispondono a un problema reale. Tuttavia resta una domanda di fondo: qualche migliaio di euro è sufficiente per salvare il commercio di vicinato?

La chiusura dei piccoli negozi non dipende soltanto dai bilanci aziendali, ma da un fenomeno molto più ampio. Lo spopolamento delle aree periferiche, la concorrenza della grande distribuzione, il commercio online e l’aumento dei costi energetici stanno cambiando profondamente il modo di acquistare e di vivere i territori.

I contributi rappresentano certamente un aiuto, ma difficilmente potranno invertire da soli una tendenza che dura da anni. Per mantenere vivi i paesi servono anche servizi, lavoro, collegamenti efficienti e politiche che rendano attrattiva la permanenza nelle aree montane.

La decisione della Giunta è quindi un segnale importante, ma anche la conferma che il commercio di vicinato è ormai diventato un settore che, senza il sostegno pubblico, fatica sempre più a sopravvivere.