Casa a Bolzano, parte la sfida dal basso: “Abitare è un diritto, non un mercato”

A Bolzano la crisi abitativa entra ufficialmente nell’agenda politica attraverso uno strumento inedito: due delibere di iniziativa popolare, presentate in Comune dall’Assemblea Abitare Bozen. Un passaggio che segna l’avvio di una campagna civica costruita dal basso e che punta a rimettere al centro il tema del diritto alla casa in una città dove affitti e prezzi immobiliari continuano a crescere.

Secondo il gruppo promotore, la situazione abitativa in città è sempre più critica: canoni in aumento, offerta insufficiente rispetto alla domanda, difficoltà crescenti per giovani, lavoratori e persone con redditi precari. A questo si aggiungono fenomeni di esclusione nel mercato degli affitti e la recente chiusura di oltre 200 posti letto destinati a persone in condizioni di fragilità abitativa.

Le due proposte depositate in Municipio affrontano il problema da due prospettive complementari. La prima prevede la creazione di un’Agenzia Sociale per l’Abitare, una fondazione partecipata dal Comune e da enti del terzo settore, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di alloggi in affitto a prezzi accessibili e garantire maggiore sicurezza ai proprietari. Il progetto include anche una revisione dell’IMI, con riduzioni fiscali per chi affitta tramite l’Agenzia e maggiorazioni per gli alloggi lasciati vuoti.

“Strumenti simili sono già attivi in città come Torino, Modena e Parma e hanno contribuito a riportare sul mercato abitativo diversi alloggi a costi sostenibili”, spiega Marco Dani dell’Assemblea Abitare Bozen, sottolineando la necessità di una collaborazione tra Comune, Provincia e terzo settore.

La seconda delibera propone invece l’adesione del Comune di Bolzano al Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), la rete nazionale che finanzia percorsi strutturati di accoglienza e inserimento per richiedenti asilo e rifugiati. L’obiettivo dichiarato è superare la gestione emergenziale e garantire percorsi più stabili e dignitosi.

“Molti comuni hanno già adottato questo modello, con risultati positivi in termini di integrazione e riduzione dell’emergenza”, afferma Marzia Bona di Assemblea Abitare Bozen, criticando l’assenza di una sperimentazione analoga a Bolzano e la persistente logica dell’accoglienza emergenziale.

Le proposte dovranno ora superare i controlli formali degli uffici comunali prima dell’avvio della raccolta firme, che richiederà almeno 500 adesioni per arrivare in Consiglio comunale. L’obiettivo degli attivisti è però più ampio: aprire un dibattito pubblico sulla politica abitativa cittadina e costruire consenso attorno a un’idea diversa di gestione della casa.

Nei prossimi mesi sono previsti incontri pubblici, iniziative informative e banchetti in città. La campagna punta a coinvolgere associazioni e cittadini in un percorso partecipato che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe riportare al centro il diritto all’abitare.

“Abitare è un diritto. Anche a Bolzano” è lo slogan che chiude la mobilitazione.