Pergine ritrova i libri: boom di presenze per il Trentino Book Festival, ora lo sguardo è al 2027

Numeri oltre le aspettative, sale piene e gran parte degli eventi sold out: il Trentino Book Festival torna a Pergine Valsugana dopo sette anni e segna un rientro di forte impatto culturale e partecipativo. L’edizione “zero” si è chiusa con diverse migliaia di presenze e oltre 20 appuntamenti tra incontri con autori, dialoghi, laboratori, mostre e iniziative diffuse sul territorio.

Dal 18 al 21 giugno la città si è trasformata in un vero e proprio laboratorio diffuso della cultura, confermando il legame tra il festival e il suo pubblico. L’80% degli eventi ha registrato il tutto esaurito, con una partecipazione arrivata da tutto il Trentino, dall’Alto Adige e dal Veneto.

Il programma ha portato a Pergine alcune delle voci più note del panorama culturale italiano, tra cui Gad Lerner, Michela Marzano, Vittorino Andreoli e Gherardo Colombo, insieme a scrittori e scrittrici come Marco Albino Ferrari, Ben Pastor, Erica Cassano e Giuseppe Festa. Un’offerta che ha intrecciato narrativa, attualità, pensiero civile e letteratura per ragazzi.

Grande attenzione anche alle nuove generazioni, con incontri dedicati ai più giovani che hanno visto protagonisti autori come Davide Morosinotto, Giuditta Campello, Andrea Oberosler e Soledad Rivas. Il tema scelto per questa ripartenza, “Il libro come soglia”, ha attraversato l’intero programma, diventando chiave di lettura dei diversi appuntamenti.

Il festival ha coinvolto i luoghi simbolo della città, dal Teatro Comunale alla Biblioteca, dal Castello di Pergine fino agli spazi del centro storico, rafforzando la sua vocazione diffusa e la capacità di dialogare con il territorio. Accanto agli incontri letterari, hanno trovato spazio anche mostre, appuntamenti dedicati alla cultura del cibo e iniziative realizzate con associazioni e realtà locali.

«La soddisfazione è grande perché il successo di questa edizione non era affatto scontato», spiegano il direttore artistico Pino Loperfido e le direttrici artistiche Elisa Vettori e Fabrizia Mosca. «Dopo sette anni di assenza il festival è riuscito a ritrovare subito il suo pubblico. Sale piene e grande partecipazione dimostrano quanto ci sia bisogno di luoghi di incontro e dialogo culturale».

Determinante, secondo gli organizzatori, il lavoro di squadra che ha coinvolto Ariateatro, volontari, tecnici, librerie, associazioni e istituzioni locali, contribuendo alla riuscita della manifestazione e alla sua ripartenza.

L’edizione zero rappresenta ora un punto di partenza per il futuro del festival. L’obiettivo è consolidarne la crescita e rafforzarne la presenza nel panorama culturale nazionale, mantenendo però le sue caratteristiche distintive: accesso gratuito, vicinanza tra pubblico e autori e una proposta culturale inclusiva e di qualità.

«La sfida sarà affermarci sempre di più tra i grandi festival italiani», conclude Loperfido, «senza perdere la nostra identità. I risultati di questi giorni ci fanno guardare al 2027 con grande fiducia».