Merano, città al femminile: storie di leadership, cultura e libertà

Ci sono città che si definiscono attraverso i paesaggi, altre attraverso l’architettura o la memoria storica. Merano, invece, sembra costruire la propria identità soprattutto attraverso le persone che la abitano e la animano. E tra queste, il ruolo delle donne emerge con una continuità e una forza particolarmente evidenti, oggi come nel passato.

Di rado, in una città, si incontra una concentrazione così significativa di figure femminili in ruoli di responsabilità. A Merano le donne guidano istituzioni, enti culturali, strutture turistiche e realtà economiche: dalla sindaca Katharina Zeller alla presidente e alla direttrice dell’Azienda di Soggiorno Ingrid Hofer e Daniela Zadra, dalla direttrice delle Terme Merano Adelheid Stifter alla nuova direttrice del Museo delle Donne Julia Aufderklamm, fino a Sandra Zambianco alla guida di Meranarena e a Gabriele Pircher responsabile dei Giardini di Castel Trauttmansdorff. Un tessuto fitto di competenze che si estende anche al mondo dell’impresa, della cultura, della ristorazione e dell’associazionismo.

Accanto a queste figure si inserisce anche la voce della scrittrice Romina Casagrande, autrice di romanzi che intrecciano narrazione, territorio e memoria, contribuendo a raccontare l’identità alpina attraverso storie di forte impatto umano ed emotivo.

Il legame tra Merano e la dimensione femminile ha radici storiche profonde. La figura più celebre resta quella dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, la leggendaria Sissi, che soggiornò più volte in città contribuendo a consolidarne la fama di stazione climatica internazionale. La sua presenza segnò l’inizio della trasformazione di Merano in meta privilegiata dell’aristocrazia europea.

A lei sono oggi dedicati un monumento nel parco cittadino e un percorso che attraversa ville storiche, residenze liberty e paesaggi che conducono fino ai Giardini di Castel Trauttmansdorff, simbolo della vocazione botanica e culturale del territorio.

Già tra fine Ottocento e inizio Novecento, Merano fu luogo di incontro per donne straordinarie provenienti da tutta Europa. Nel 1886 vi soggiornò Clara Schumann, mentre negli anni successivi il Kurhaus ospitò artiste e cantanti di fama internazionale come Gemma Bellincioni, Fay Maude, Marcella Craft ed Emma von Teleky.

Nel cimitero cittadino riposano figure come la compositrice Natal’ja Pravosudovic e Maria Usova, tra le prime donne medico della loro epoca, testimonianza di un passaggio storico in cui le donne iniziavano a conquistare spazi professionali e culturali fino ad allora inediti.

Tra le personalità più emblematiche spicca Clara Schreiber, scrittrice e giornalista di viaggio, pioniera dei diritti delle donne. Arrivata a Merano nel 1880 con la famiglia, fu tra le prime a sostenere pubblicamente il diritto delle donne all’istruzione e all’accesso alle professioni, inclusa quella medica.

Nel 1890, durante una conferenza al Kurhaus, affrontò apertamente i pregiudizi dell’epoca, invitando la società a riconoscere il valore del lavoro femminile. Le sue parole suscitarono reazioni contrastanti, ma il suo intervento rimane oggi un esempio precoce e coraggioso di pensiero emancipato. Non a caso, nel 1903 pubblicò anche il volume “Kaiserin Elisabeth von Meran”, contribuendo a costruire il mito culturale della città.

A completare il quadro della memoria meranese contribuisce anche la letteratura contemporanea. Tra i volumi dedicati alla città si inserisce Merano tra una sorpresa e l’altra di Claudio Calabrese, un viaggio narrativo attraverso episodi, personaggi e vicende che hanno segnato la storia locale. Il libro restituisce l’immagine di una città cosmopolita e multiculturale, attraversata da flussi internazionali, presenze artistiche e comunità diverse, tra cui quella ebraica, che hanno contribuito alla sua crescita culturale e sociale.

Il volume offre così ulteriori chiavi di lettura per comprendere il carattere aperto e stratificato di Merano, che si intreccia perfettamente con la narrazione del suo “volto femminile” storico e contemporaneo.
https://www.amazon.it/Merano-tra-una-sorpresa-laltra/dp/8896134269

Un ruolo centrale in questo racconto è svolto dal Museo delle Donne di Merano, uno dei pochi musei in Europa interamente dedicati alla storia femminile. Fondato nel 1988 da Evelyn Ortner e ospitato nell’ex convento delle Clarisse nel centro storico, il museo propone un percorso che attraversa due secoli di trasformazioni sociali attraverso abiti, oggetti quotidiani, documenti e testimonianze.

Le esposizioni permanenti e temporanee affrontano temi come il lavoro femminile, l’identità, gli ideali di bellezza e le dinamiche della parità di genere. Non si tratta solo di un luogo espositivo, ma di uno spazio culturale vivo, che promuove eventi, incontri e attività educative, ponendosi come punto di riferimento per la riflessione contemporanea sulla condizione femminile.

Merano si presenta così come una città in cui il protagonismo femminile non è un fenomeno recente, ma una componente strutturale della sua identità. Dalle artiste ottocentesche alle professioniste di oggi, dalle pioniere dell’emancipazione alle figure istituzionali contemporanee, emerge un filo continuo che attraversa il tempo.

È una narrazione fatta di cultura, cura, visione e innovazione. Una città che non si limita a celebrare il proprio passato, ma lo rinnova attraverso le persone che oggi ne costruiscono il presente. E tra queste, le donne di Merano continuano a rappresentare una delle sue espressioni più forti e riconoscibili.

Foto, imperatrice Elisabetta d’Austria/© Azienda di Soggiorno Merano