Un messaggio pubblicato sui social dalla lista JWA in occasione del Pride Month accende il dibattito in Alto Adige. Al centro della controversia c’è un post che invita chi «non è sicuro di chi è» a «lasciarsi aiutare», indicando il numero verde 800 101 800, il Telefono per le crisi psicologiche dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
A prendere posizione è il Comitato per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano, che esprime forte preoccupazione per un messaggio ritenuto ambiguo e potenzialmente dannoso nei confronti delle persone LGBTQIA+.
Secondo il Comitato, suggerire a una persona gay, lesbica o trans di rivolgersi a un servizio psicologico in relazione alla propria identità rischia di trasmettere l’idea che tale identità rappresenti un problema da risolvere o una condizione da trattare. Una visione che, sottolineano gli psicologi, non trova alcun riscontro nella comunità scientifica internazionale.
Da decenni, infatti, le principali organizzazioni scientifiche mondiali, a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme alle associazioni professionali di psicologia e psichiatria, hanno escluso che l’orientamento sessuale o l’identità di genere possano essere considerati patologie. Per questo motivo, qualsiasi intervento finalizzato a modificare, correggere o ridefinire tali aspetti della persona è considerato privo di basi scientifiche e potenzialmente lesivo del benessere psicologico.
A suscitare ulteriori perplessità è l’utilizzo del numero 800 101 800, una linea dedicata alle emergenze psicologiche e parte integrante della rete provinciale di prevenzione del suicidio. Secondo il Comitato, associare questo servizio all’identità sessuale o di genere rischia di rafforzare un collegamento errato tra orientamento, identità e disagio psicologico.
Gli psicologi ricordano inoltre che le persone LGBTQIA+ sono spesso esposte a discriminazioni, esclusione sociale e svalutazione, fattori che possono incidere negativamente sul benessere mentale. In questo contesto, messaggi che lasciano intendere l’esistenza di qualcosa da correggere possono aumentare ulteriormente il peso psicologico già vissuto da molte persone.
Per questo, in occasione del Pride Month – il mese dedicato alla visibilità, al riconoscimento e alla tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+ – il Comitato richiama l’importanza di una comunicazione pubblica responsabile, inclusiva e fondata su evidenze scientifiche.
«Le parole hanno un peso, soprattutto quando riguardano identità, diritti e salute mentale», è il messaggio che emerge dalla presa di posizione. L’obiettivo, spiegano, non è limitare il confronto pubblico, ma evitare che vengano diffusi contenuti che possano alimentare stereotipi o ledere la dignità delle persone.
Infine, il Comitato ribadisce il ruolo fondamentale del Telefono per le crisi psicologiche dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige: un servizio gratuito, attivo 24 ore su 24, destinato a chi sta attraversando una reale situazione di sofferenza o emergenza psicologica. Un punto di ascolto e supporto professionale che, ricordano gli psicologi, rappresenta una risorsa preziosa per chiunque abbia bisogno di aiuto.
Foto, Francesca Schir, Ph.D, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano