SMACT, il Centro di Competenza Industria 4.0 di riferimento per il Nord-Est, chiude il 2025 con numeri da record e un bilancio che segna una fase di piena maturità operativa. Il valore della produzione raggiunge infatti 16,5 milioni di euro, con un incremento del +55,4% rispetto all’anno precedente e un risultato che supera nettamente le previsioni del piano industriale.
Un dato che non rappresenta soltanto una crescita economica, ma il consolidamento di un modello che punta a connettere imprese, ricerca e innovazione tecnologica. L’esercizio si chiude inoltre in utile per il terzo anno consecutivo, confermando la solidità del percorso intrapreso dal Competence Center.
A trainare la performance sono soprattutto i progetti collaborativi di ricerca e innovazione IRISS, finanziati attraverso fondi PNRR, insieme alla crescita dei servizi di innovazione e formazione rivolti alle imprese. Un segnale chiaro di una domanda sempre più ampia da parte del tessuto produttivo del Triveneto e non solo.
I risultati sono stati presentati a Verona durante l’Innovation Ecosystem Day, evento che ha riunito partner industriali e accademici di SMACT. La presidente Eleonora Di Maria ha evidenziato come il 2025 rappresenti il raggiungimento della piena maturità del Competence Center, sottolineando il ruolo delle risorse pubbliche come “investimento ad alto moltiplicatore” per il territorio e per le imprese.
«I risultati del 2025 testimoniano il raggiungimento della piena maturità operativa di SMACT», ha dichiarato Di Maria, evidenziando la crescita dei servizi e il ruolo dei dimostratori di Padova come hub di sviluppo e formazione esperienziale per le aziende.
Sulla stessa linea il direttore generale Matteo Faggin, che sottolinea come il Centro non sia più soltanto un ente di trasferimento tecnologico, ma un vero partner industriale per le imprese. «Il dato più incoraggiante è la forte espansione dei servizi a mercato, segno che le aziende ci scelgono per il valore reale che portiamo», ha affermato, indicando nel nuovo piano 2026-2030 la sfida della formazione e attrazione dei talenti.
Dal punto di vista finanziario, SMACT si conferma una realtà senza indebitamento e con posizione finanziaria netta positiva. Un elemento che, insieme al riconoscimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), rafforza il ruolo del Centro nel panorama nazionale dell’innovazione.
Un altro indicatore significativo riguarda l’attività sul territorio: dal 2020 a oggi sono stati contrattualizzati oltre 1.300 accordi con 557 imprese, per un valore complessivo di progetti pari a circa 29,3 milioni di euro. Di queste, il 73% sono piccole e medie imprese, a conferma della vocazione del Centro a supportare la trasformazione digitale delle realtà produttive più fragili ma strategiche del sistema economico.
La crescita è stata costante: dalle 49 aziende seguite nel 2023 si è passati alle 276 del 2025, con un’espansione anche fuori dal Triveneto, dove i servizi sono cresciuti del +175% in un solo anno.
Guardando al futuro, il nuovo piano industriale 2026-2030 punta a rafforzare il ruolo di SMACT come piattaforma di accompagnamento alla trasformazione digitale e sostenibile delle imprese, con un’attenzione particolare alla formazione e all’attrazione di competenze.
In un contesto di transizione tra la fase PNRR e la nuova programmazione ministeriale, SMACT si conferma così uno dei principali attori nazionali nell’ecosistema dell’innovazione, con l’obiettivo dichiarato di rendere sempre più accessibile la tecnologia alle imprese e, soprattutto, alle PMI.