Secondo il nuovo Rapporto sui rischi climatici per l’infanzia 2026 pubblicato oggi dall’UNICEF, quasi ogni bambino nel mondo è oggi esposto ad almeno un pericolo climatico, mentre circa 1,1 miliardi di minori vivono in aree colpite da almeno tre minacce sovrapposte legate alla crisi climatica.
Il documento evidenzia un quadro globale sempre più critico: oltre 296 milioni di bambini sono esposti contemporaneamente a siccità, caldo estremo e ondate di calore, la combinazione più diffusa, mentre 115 milioni affrontano anche tempeste tropicali oltre a siccità e temperature estreme. Nel complesso, il rapporto stima che più di 4 milioni di bambini siano potenzialmente esposti fino a sei rischi climatici contemporanei.
In Italia, la situazione non è meno preoccupante: oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungate e siccità, mentre il 92,89% dei minori vive almeno una forma di rischio climatico. Il dato più allarmante riguarda l’inquinamento atmosferico, che coinvolge quasi il 92% dei bambini (PM2.5), confermando come anche i Paesi ad alto reddito non siano immuni dagli effetti della crisi climatica.
Il rapporto analizza otto principali pericoli climatici – tra cui alluvioni, incendi, tempeste di sabbia e ondate di calore – e mette in evidenza come la loro sovrapposizione stia aumentando in intensità e frequenza. A questi si aggiungono rischi sanitari come malaria e inquinamento atmosferico, che aggravano ulteriormente la condizione dei più piccoli.
«La vita dei bambini continua a essere sconvolta dall’impatto di ondate di calore, incendi, siccità e inondazioni», ha dichiarato Catherine Russell, direttrice generale dell’UNICEF, sottolineando come la metà dei minori nel mondo viva oggi sotto la pressione di almeno tre minacce climatiche simultanee.
Particolarmente critiche le situazioni in regioni come il Sahel, dove milioni di bambini affrontano contemporaneamente caldo estremo, tempeste di sabbia e ondate di calore, e in diversi Paesi dell’Asia meridionale, dove l’esposizione ai rischi è tra le più elevate al mondo.
L’UNICEF lancia quindi un appello urgente ai governi: ridurre le emissioni, accelerare la transizione energetica, rafforzare i sistemi sanitari e scolastici e garantire infrastrutture resilienti al clima. Centrale anche la richiesta di coinvolgere attivamente bambini e giovani nei processi decisionali legati alle politiche climatiche.
«Rafforzare i sistemi significa proteggere i bambini oggi e garantire il loro futuro», ha concluso Russell, evidenziando la necessità di interventi immediati e coordinati per affrontare una crisi che non è più solo ambientale, ma profondamente sociale e generazionale.