La Commissione provinciale denuncia segnali preoccupanti da Roma e chiede più educazione sessuale, prevenzione e sostegno alle vittime
Preoccupazione e forte allarme da parte della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, che interviene nel dibattito pubblico denunciando quelli che definisce “segnali di un pericoloso arretramento” sul fronte dei diritti delle donne e della parità di genere.
Nel mirino della Commissione, composta dalla presidente Ulrike Oberhammer e dalla vicepresidente Nadia Mazzardis, alcune recenti decisioni e posizioni politiche emerse a livello nazionale. In particolare, viene criticata la proposta di subordinare l’educazione sessuale nelle scuole al consenso di entrambi i genitori, misura che secondo la Commissione rischierebbe di indebolire percorsi educativi fondamentali per la prevenzione della violenza e della disinformazione.
Secondo la presa di posizione, l’educazione sessuale e affettiva rappresenta uno strumento centrale per la crescita consapevole delle nuove generazioni, in quanto contribuisce a trasmettere conoscenze su corpo, consenso, relazioni e salute, riducendo al contempo il rischio di stereotipi e comportamenti violenti.
La Commissione esprime inoltre forte preoccupazione per alcune dichiarazioni pubbliche che metterebbero in discussione l’esistenza del reato di femminicidio o ne minimizzerebbero la rilevanza sociale. Una posizione giudicata “pericolosa” perché, si sottolinea, rischierebbe di delegittimare le vittime e di indebolire le politiche di prevenzione della violenza di genere.
Nel documento si evidenzia come la combinazione tra riduzione degli standard educativi, minimizzazione della violenza e rafforzamento di modelli di genere tradizionali possa favorire la diffusione di forme di “mascolinità tossica”, intesa come insieme di comportamenti e norme culturali che alimentano dominio, repressione emotiva e violenza.
La Commissione richiama anche la posizione del presidente della Provincia e assessore alle pari opportunità Arno Kompatscher, che si è espresso con fermezza contro tali derive, auspicando un chiaro posizionamento anche da parte delle altre forze politiche e istituzioni locali.
Nel documento vengono quindi avanzate alcune richieste precise: un chiaro distanziamento politico da ogni forma di minimizzazione della violenza di genere; il rafforzamento di un’educazione sessuale obbligatoria e scientificamente fondata nelle scuole; interventi contro la mascolinità tossica attraverso formazione, prevenzione e modelli educativi positivi; oltre a un maggiore sostegno alle vittime, con finanziamenti adeguati a case rifugio, centri antiviolenza e servizi di assistenza legale.
La Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne ribadisce infine la propria disponibilità al dialogo con istituzioni, scuola e società civile, sottolineando però la necessità di un impegno politico concreto e immediato per difendere i diritti acquisiti.
“Non resteremo a guardare mentre i diritti fondamentali vengono messi in discussione”, si legge nella posizione firmata dalla presidente Ulrike Oberhammer e dalla vicepresidente Nadia Mazzardis, che chiedono una rapida attuazione di politiche efficaci per la parità di genere a tutela delle generazioni presenti e future.
Foto, Mazzardis e Oberhammer