Il libro come soglia: il Trentino Book Festival riaccende Pergine tra storie, idee e comunità

Dal 18 al 21 giugno Pergine Valsugana torna a essere un grande laboratorio culturale a cielo aperto. Dopo sei anni di pausa, il Trentino Book Festival rinasce con un’edizione “zero” che segna l’inizio di un nuovo corso: non una semplice rassegna di presentazioni, ma un progetto diffuso che rimette al centro il libro come spazio di incontro, attraversamento e trasformazione.

Il tema scelto per questa ripartenza è già una dichiarazione d’intenti: “Il libro come soglia”. Un’idea che attraversa l’intero programma e che racconta la lettura come passaggio tra mondi, linguaggi ed esperienze, ma anche come occasione per superare confini interiori e sociali. In questa prospettiva, il festival punta a costruire una relazione viva tra autori, lettori e territorio, trasformando la città in un palcoscenico diffuso che coinvolge piazze, biblioteche, teatri e luoghi storici.

Il ritorno del festival, che aveva visto l’ultima edizione nel 2019 a Caldonazzo, è reso possibile da una rete di istituzioni, librerie, associazioni e partner culturali, con il Teatro di Pergine come cuore simbolico della manifestazione. Alla guida del nuovo corso c’è ancora il direttore artistico Pino Loperfido, affiancato da una rinnovata struttura curatoriale che coinvolge realtà del territorio come la Libreria Due Punti, la Libreria Athena e l’associazione Il Giardino Segreto – Amici del Libro, insieme ad Ariateatro e agli enti locali.

«Non un supermercato di grandi nomi, ma un luogo di confronto e scoperta», è la visione che accompagna questa nuova fase, che punta su incontri, dialoghi e contaminazioni tra narrativa, filosofia, scienza e impegno civile.

Il programma 2026 riunisce alcune delle voci più note del panorama culturale italiano: da Gad Lerner a Michela Marzano, da Gherardo Colombo a Vittorino Andreoli, fino a Marco Albino Ferrari e Marcello Veneziani. Un mosaico di prospettive diverse che affrontano i grandi temi del presente, dalla geopolitica alla giustizia, dalla montagna come spazio simbolico alle trasformazioni della società contemporanea.

Accanto ai grandi nomi, il festival dà spazio anche alla narrativa contemporanea e alle nuove voci, con autrici e autori come Sara Fruner, Francesca Maccani, Erica Cassano, Ben Pastor, Giuseppe Festa e Giulia Scomazzon. Una scelta che conferma la volontà di non separare la letteratura “alta” dalla narrativa di intrattenimento, ma di considerarle parti di uno stesso ecosistema culturale.

Particolare attenzione è dedicata ai più giovani, con un programma che attraversa infanzia e adolescenza. Laboratori, letture animate e incontri con autori come Davide Morosinotto e momenti dedicati alla formazione alla lettura costruiscono un percorso che vede il libro come strumento di crescita e scoperta.

Il festival si sviluppa in forma diffusa, occupando diversi spazi della città: dal Teatro di Pergine alla Biblioteca Comunale, dalla Corte Ex Filanda fino al Castello di Pergine. Accanto agli incontri letterari trovano spazio mostre, percorsi espositivi e appuntamenti legati alla cultura del cibo in collaborazione con Slow Food, a conferma di un’idea ampia di cultura che intreccia linguaggi, pratiche e sensibilità diverse.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è anche il sostegno delle istituzioni locali, che riconoscono nella lettura e nei luoghi della cultura presìdi fondamentali per la crescita civile e sociale del territorio. Biblioteche e librerie vengono così ribadite come spazi vivi, capaci di generare comunità e relazioni.

In questa nuova edizione, il Trentino Book Festival non si limita a celebrare i libri: li usa come chiavi per attraversare il presente, costruendo un’esperienza collettiva in cui leggere significa anche incontrare, discutere e immaginare insieme nuovi possibili orizzonti.

Foto, Giuditta Campello