Bolzano, cambio alla guida dell’ASSB: Finato nuovo direttore tra visione strategica e letture politiche sul ruolo del sociale

La Giunta comunale di Bolzano ha nominato all’unanimità Franco Finato nuovo direttore dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB), al termine del percorso di selezione che ha coinvolto otto candidati. Una scelta che, secondo l’amministrazione, punta a garantire continuità gestionale e un rilancio dei servizi rivolti a famiglie e persone fragili.

Nel corso dei colloqui, viene spiegato nella nota del Comune, Finato avrebbe evidenziato “capacità di visione strategica, pragmatismo e proposte concrete per il miglioramento dell’organizzazione e dei servizi”, valorizzando al contempo le esperienze maturate nel corso della sua carriera. La Giunta e il sindaco Claudio Corrarati hanno ringraziato tutti i partecipanti alla selezione, sottolineando l’alto livello professionale emerso nel processo.

L’Amministrazione auspica ora un avvio rapido dell’incarico, con l’obiettivo di assicurare continuità operativa all’ASSB e rafforzare l’efficacia dei progetti sociali sul territorio. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessora alle Politiche sociali Patrizia Brillo, che ha definito la nomina l’esito di “un percorso lungo e accurato” e ha evidenziato la solidità tecnica e la visione strategica del nuovo direttore, insieme alla capacità di coniugare competenze gestionali e sensibilità sociale.

Accanto alla lettura istituzionale, la nomina ha però già aperto anche un fronte politico e interpretativo. In un commento pubblicato sui social, il giornalista Carmelo Salvo ha evidenziato come l’ASSB rappresenti nei fatti una struttura di grande peso amministrativo, con 1.084 dipendenti e un budget annuo di 117 milioni di euro, definendola un vero e proprio “assessorato ombra” per la città.

Salvo collega inoltre la nomina a un possibile riequilibrio politico interno alla maggioranza, ipotizzando un rafforzamento dell’area di centrodestra e, in particolare, dei riferimenti riconducibili a Forza Italia e Noi Moderati. Secondo questa lettura, l’ingresso di sensibilità vicine a Comunione e Liberazione nella gestione del sistema dei servizi sociali potrebbe influire sugli equilibri della cabina di regia amministrativa.

Nel suo intervento, il giornalista individua anche possibili criticità e opportunità legate a questa impostazione. Tra i rischi viene citata una possibile maggiore propensione all’esternalizzazione dei servizi verso il privato sociale, con conseguente indebolimento della gestione pubblica diretta, oltre a un’impostazione valoriale più tradizionale nelle politiche su famiglie, minori e consultori, con possibili tensioni sul fronte dei diritti civili e dei nuovi modelli familiari.

Accanto a queste considerazioni, vengono però evidenziati anche potenziali aspetti positivi, legati a una gestione orientata all’efficienza e alla sussidiarietà, con particolare attenzione alla riduzione degli sprechi, alla trasparenza e alla misurazione dell’impatto sociale degli interventi. In questa visione, l’obiettivo sarebbe quello di valorizzare le risorse pubbliche non solo in termini di spesa, ma di valore generato per la comunità.

La nomina di Finato si inserisce così in un contesto che non è soltanto amministrativo, ma anche politico e culturale, dove la gestione dei servizi sociali si intreccia con visioni diverse su welfare, ruolo del pubblico e modelli di intervento sul territorio.

Un passaggio che segna quindi non solo un cambio ai vertici dell’ASSB, ma anche un possibile nuovo equilibrio nel modo di intendere il welfare cittadino a Bolzano.