L’associazione partigiana critica la riforma in discussione a livello nazionale e contesta le disposizioni previste per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. Appello a parlamentari e società civile per una profonda revisione del testo.
Un appello ai parlamentari e alla società civile affinché la riforma della legge elettorale attualmente in discussione venga profondamente modificata. A lanciarlo è l’ANPI Alto Adige Südtirol, che esprime forte preoccupazione per alcuni contenuti della proposta, giudicati potenzialmente lesivi dei principi costituzionali di rappresentanza, pluralismo e uguaglianza del voto.
Secondo l’associazione, il progetto di riforma si inserisce in una più ampia tendenza alla concentrazione del potere negli organi esecutivi, con il rischio di ridurre progressivamente il ruolo del Parlamento e degli organismi rappresentativi eletti dai cittadini.
Nel documento diffuso dall’ANPI viene richiamato il principio della rappresentanza democratica, considerato il fondamento attraverso cui i cittadini esercitano la propria sovranità. L’associazione sottolinea come anche la Corte Costituzionale abbia più volte ribadito che l’esigenza di garantire la governabilità non può prevalere sul carattere democratico e rappresentativo della forma di governo parlamentare.
Particolare attenzione viene riservata al tema del premio di maggioranza. Secondo l’ANPI, un meccanismo di questo tipo rischierebbe di alterare il principio di uguaglianza del voto, attribuendo un peso maggiore ai voti espressi a favore della coalizione vincente rispetto a quelli delle altre forze politiche. Una distorsione che, a giudizio dell’associazione, potrebbe avere conseguenze anche sugli equilibri istituzionali previsti dalla Costituzione, incidendo indirettamente sulle procedure per l’elezione del Presidente della Repubblica, dei componenti degli organi di garanzia e sulle riforme costituzionali.
L’ANPI manifesta inoltre una specifica preoccupazione per le disposizioni previste per il Trentino-Alto Adige/Südtirol nell’ambito dell’accordo politico tra SVP e le forze della maggioranza di governo. Pur ribadendo la piena condivisione della tutela delle minoranze linguistiche, l’associazione ritiene che le norme ipotizzate possano limitare l’effettiva incidenza del voto di una parte consistente dell’elettorato regionale.
Secondo l’ANPI, il rischio sarebbe quello di creare cittadini il cui voto risulterebbe meno determinante ai fini della formazione della maggioranza di governo o del superamento delle soglie di sbarramento, compromettendo così principi di equilibrio e convivenza che affondano le proprie radici negli accordi che hanno segnato la storia dell’autonomia altoatesina.
L’associazione conclude il proprio intervento riconoscendo la legittimità del dibattito su strumenti in grado di favorire la stabilità dei governi, ma ribadisce che qualsiasi riforma elettorale dovrebbe garantire pienamente l’uguaglianza del voto, il pluralismo politico e la rappresentanza delle minoranze.
Per questo l’ANPI chiede una revisione della proposta e invita le istituzioni a salvaguardare i diritti politici dei cittadini e i principi democratici sanciti dalla Costituzione. In assenza di modifiche considerate ragionevoli, l’associazione annuncia la volontà di sostenere iniziative e ricorsi nelle sedi competenti per contestare quella che definisce una limitazione inaccettabile della piena partecipazione democratica.