L’Autonomia come strumento di autogoverno responsabile, capace di coniugare tutela delle identità, efficienza amministrativa e sviluppo dei territori. È questo il messaggio emerso con forza dall’incontro svoltosi il 5 giugno a Bolzano tra il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dedicato alla riforma dello Statuto speciale recentemente approvata dal Parlamento.
L’appuntamento ha rappresentato un momento di riflessione politica sul significato della riforma costituzionale e sulle responsabilità che accompagnano la sua attuazione. Un percorso istituzionale lungo e condiviso, culminato con l’approvazione definitiva del testo senza voti contrari, a conferma di un consenso trasversale maturato nel corso degli anni attorno al valore dell’Autonomia speciale.
Nel suo intervento, il ministro Calderoli ha evidenziato i principali contenuti della riforma: il ripristino dei livelli di autonomia, l’eliminazione del limite dei principi delle grandi riforme economico-sociali, la definizione della competenza legislativa esclusiva delle due Province autonome e il rafforzamento del ruolo delle Commissioni paritetiche. Un passaggio che, secondo il ministro, apre ora una nuova fase, quella dell’approvazione delle norme di attuazione necessarie a tradurre concretamente le novità statutarie.
Per Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano, l’Autonomia continua a rappresentare uno strumento essenziale per rispondere alle esigenze specifiche del territorio e garantire la tutela delle minoranze linguistiche tedesca e ladina. Il successo del modello altoatesino, ha sottolineato, deriva dall’esercizio responsabile delle competenze attribuite sin dal 1972. La riforma offre nuovi spazi di intervento che dovranno essere valutati e utilizzati con equilibrio, nella consapevolezza che l’Autonomia non è un privilegio, ma una responsabilità verso la comunità.
Anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha posto l’accento sul valore politico del largo consenso ottenuto dalla riforma. Un riconoscimento, ha osservato, della capacità delle Autonomie speciali di garantire buon governo, crescita economica e stabilità istituzionale. Fugatti ha inoltre richiamato il ruolo determinante dell’Accordo di Milano e del Patto di garanzia nel consolidamento di un modello fondato su responsabilità amministrativa e autonomia finanziaria.
L’auspicio espresso dai rappresentanti istituzionali è che questo percorso possa proseguire, rafforzando ulteriormente gli strumenti di autogoverno e offrendo un esempio positivo anche ad altri territori capaci di dimostrare analoghi livelli di efficienza e responsabilità. Perché, come è stato ribadito durante l’incontro, la forza dell’Autonomia si misura nella qualità dei servizi offerti ai cittadini e nella capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni delle comunità.
Un passaggio significativo è ormai imminente: l’8 giugno la legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entrerà in vigore il 23 giugno. Una data destinata a segnare l’inizio di una nuova fase per le Autonomie di Trento e Bolzano, chiamate a trasformare le nuove opportunità normative in ulteriori strumenti di crescita, tutela e buon governo.
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