Addio a don Pier Giorgio Bellucco, missionario tra Giappone e Brasile: una vita dedicata agli ultimi

Si è spento a 89 anni a Merano il sacerdote altoatesino che per oltre mezzo secolo ha vissuto la missione tra fede, musica e servizio ai poveri.

La comunità altoatesina e il mondo missionario piangono la scomparsa di don Pier Giorgio Bellucco, sacerdote e missionario originario di Merano, spentosi ieri, 2 giugno, nella sua città natale all’età di 89 anni. Dopo una vita trascorsa tra Giappone e Brasile al servizio delle comunità più fragili, era rientrato definitivamente in Alto Adige nel 2020.

Il funerale sarà celebrato venerdì 5 giugno alle ore 11 nella chiesa di Santo Spirito a Merano dal vescovo Ivo Muser.

Don Pier Giorgio Bellucco era nato il 21 luglio 1936 a Maia Alta. Entrato giovanissimo, nel 1949, nel Seminario minore dei Carmelitani Scalzi a Venezia, venne ordinato sacerdote nel 1961. Dopo i primi anni dedicati all’insegnamento della musica a Trento e all’attività pastorale come cooperatore a Treviso, nel 1971 iniziò il lungo cammino missionario che avrebbe segnato profondamente la sua vita.

La prima destinazione fu il Giappone, dove rimase per dieci anni vivendo a stretto contatto con la popolazione locale e approfondendo lingua e cultura del Paese. Dopo un breve rientro a Merano come cooperatore nella parrocchia di Santo Spirito, nel 1982 ripartì nuovamente per la missione, questa volta verso il Brasile.

Nella regione di San Paolo trascorse ben 37 anni, impegnato in numerose attività pastorali e sociali. Fu parroco, assistente dei giovani, insegnante di musica e di lingue, ma anche “prete-operaio” impegnato concretamente nella costruzione di una parrocchia e nella vita quotidiana delle comunità più povere.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una figura poliedrica, capace di unire spiritualità, cultura e sensibilità umana. La direttrice dell’Ufficio missionario diocesano, Irene Obexer, lo descrive come “musicista, cantautore, grande artista e conoscitore di lingue come giapponese, tedesco e portoghese”. Un uomo che aveva fatto della vicinanza alle persone il centro della propria missione.

“Mi raccontava che la perseveranza e lo stare con la gente in modo onesto e sincero contribuiva ad avvicinare la gente alla fede cattolica e liberarla dalle sette”, ricorda Obexer.

Nel corso della sua lunga esperienza missionaria don Bellucco ripeteva spesso una frase che sintetizzava il senso del suo percorso umano e spirituale: “La missione mi ha insegnato tutto, soprattutto ad amare e rispettare i fratelli poveri.”

Dopo il ritorno in Alto Adige nel 2020 aveva soggiornato prima allo Jesuheim di Cornaiano e successivamente nella residenza Martinsbrunn di Merano, dove si è spento serenamente.

Con la sua scomparsa se ne va una figura che ha rappresentato per decenni un esempio di dedizione, apertura al mondo e impegno concreto verso gli ultimi, lasciando un segno profondo nelle comunità che ha incontrato lungo il suo cammino.

Foto, Don Bellucco durante gli anni di missione in Brasile