Un villaggio sospeso tra storia e leggenda, mercanti lungo il fiume, antichi riti e il grande progetto espansionistico dell’Impero romano. Giovedì 28 maggio alle ore 18 l’Accademia di Merano ospita la presentazione di “Fethanei – L’approdo perduto”, il romanzo storico di Alessandro Beati che accompagna i lettori in un affascinante viaggio nel mondo retico alle soglie della conquista romana.
L’incontro, a ingresso libero, vedrà la partecipazione dell’autore insieme alla lettura di alcuni brani affidata a Patrizio Zindaco. Un’occasione per immergersi in una storia intensa e originale, premiata come miglior romanzo storico al “Primo concorso letterario Città di Bolzano” promosso dalla Società Dante Alighieri.
Al centro del racconto c’è Fethanei, piccolo villaggio retico costruito attorno a un approdo fluviale strategico, crocevia di culture, commerci e incontri. In un tempo in cui le strade erano insicure e i viaggi pieni di pericoli, il fiume rappresentava una risorsa preziosa e un collegamento fondamentale tra mondi diversi. È proprio questo approdo ad attirare l’attenzione dell’imperatore Augusto, deciso a impadronirsene attraverso uno stratagemma politico destinato a sconvolgere gli equilibri della comunità.
Tra i protagonisti emerge anche Artaban, enigmatico straniero giunto su una zattera, la cui presenza apre un dialogo profondo tra civiltà, tradizioni e linguaggi differenti. Attraverso personaggi intensi e intrecci umani, il romanzo intreccia la grande Storia con le vicende quotidiane di uomini e donne chiamati a confrontarsi con il cambiamento.
Lo stile di Alessandro Beati alterna narrazione e approfondimenti storici, antropologici e spirituali, costruendo un mondo ricco di dettagli e suggestioni che restituisce vita ai popoli retici, romani e celtici. Ne emerge un racconto che parla di identità, ospitalità, fratellanza e dialogo tra culture, temi sorprendentemente attuali anche oggi.
La presentazione si terrà presso l’Accademia di Merano in via Innerhofer 1. Informazioni: Accademia di Merano e Fethanei – L’approdo perduto