Dall’idraulico al panificio, passando per taxi, NCC e piccoli trasportatori: la crisi in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno già entrando nei conti delle micro e piccole imprese italiane. A lanciare l’allarme è la CNA, che stima rincari annuali compresi tra mille e oltre diecimila euro per le attività artigiane più esposte all’aumento di carburanti ed energia.
Secondo l’analisi della Confederazione nazionale dell’artigianato, un artigiano con un solo furgone potrebbe sostenere quasi 1.000 euro di costi aggiuntivi all’anno per il gasolio. La cifra sale a circa 1.900 euro per chi utilizza due mezzi e sfiora i 2.900 euro per le microimprese con tre furgoni. Ancora più pesante il conto per chi lavora quotidianamente su strada: oltre 1.600 euro annui per un NCC, circa 2.000 euro per un taxi e più di 10.500 euro per una piccola azienda di autotrasporto merci.
“La crisi del Golfo è entrata direttamente nei prezzi quotidiani: dalla manutenzione della caldaia alla consegna del pane”, sottolinea il presidente della CNA Trentino Alto Adige, Cristiano Cantisani. “Le piccole imprese non possono ridurre gli spostamenti, perché il lavoro coincide con la mobilità”.
L’impatto riguarda soprattutto territori caratterizzati da una rete diffusa di artigiani, installatori, manutentori e trasporto leggero, come il Trentino Alto Adige. Un impiantista percorre mediamente fino a 30mila chilometri l’anno, mentre un tecnico manutentore può effettuare anche sei interventi quotidiani. Nel frattempo panifici, lavanderie, gelaterie e laboratori artigiani devono fare i conti sia con il caro energia sia con l’aumento dei costi di consegna.
Per un furgone che percorre 30mila chilometri annui con un consumo medio di 11 chilometri al litro, il rincaro del diesel può tradursi in un aggravio di circa 955 euro all’anno. Una cifra che, per un’attività con più mezzi, può equivalere all’affitto mensile di un laboratorio o di un piccolo capannone.
“La grande industria può difendersi meglio grazie a contratti energetici strutturati o ottimizzazioni logistiche – evidenzia ancora Cantisani – mentre gli artigiani subiscono immediatamente ogni aumento di carburanti ed energia. Ogni furgone sta diventando una bolletta viaggiante”.
La CNA chiede ora interventi urgenti al Governo per evitare che l’instabilità internazionale si trasformi in un nuovo colpo alla competitività delle micro e piccole imprese. Intanto la Provincia di Trento ha annunciato un piano da 10 milioni di euro contro il caro energia, mentre dal territorio altoatesino si attende un segnale analogo.
Foto, Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige