Ironica, spontanea, intensa. Arisa ha conquistato il pubblico del Teatro Sociale di Trento con un racconto sincero fatto di musica, ricordi e riflessioni personali, nell’ambito degli appuntamenti del Fuorifestival collegati al Festival dell’Economia di Trento. Un incontro andato sold out che ha confermato ancora una volta il forte legame tra l’artista lucana e il suo pubblico.
Intervistata da Marta Cagnola di Radio24 – Il Sole 24 Ore, la cantante ha ripercorso le tappe della sua carriera, dagli esordi al Festival di Sanremo fino all’uscita di “Foto mosse”, il suo ottavo album in studio, che contiene “Magica favola”, brano presentato all’ultima edizione della kermesse sanremese, e il nuovo singolo “Rugiada”.
Proprio da quest’ultimo pezzo è partita la conversazione sul palco del Teatro Sociale, dove Arisa si è presentata con un elegante look total black. “È una canzone più leggera rispetto ai miei soliti brani introspettivi – ha raccontato – ma rappresenta molto bene la persona che sono oggi”.
Poi il viaggio nei ricordi dell’infanzia, tra sogni, solitudine creativa e una consapevolezza precoce di avere un destino fuori dagli schemi. “Ero una bambina felice, molto solitaria. Avevo bisogno dei miei tempi per creare mondi tutti miei. Già allora sentivo che non avrei avuto una vita convenzionale”.
Con la consueta autenticità, Arisa ha parlato anche del suo rapporto con il lavoro, descritto come parte fondamentale della propria identità. “Lavoro da quando avevo tredici anni. Ho un’etica del lavoro fortissima perché è attraverso il lavoro che conosco le persone e faccio esperienze. Però la vita non può essere solo questo: servono viaggi, amicizie, conoscenza, bisogna vivere davvero”.
Nel racconto non sono mancati gli aneddoti legati agli inizi della carriera e alla scalata verso il successo. Dal sostegno ricevuto grazie a una borsa di studio della Regione Basilicata per frequentare l’accademia di Mogol, fino all’incontro con il compagno di vita e di musica che avrebbe scritto per lei “Sincerità”, il brano che nel 2009 la consacrò al grande pubblico sul palco dell’Festival di Sanremo.
“La mia direzione è sempre stata una sola: cantare. Non volevo diventare famosa, volevo semplicemente fare musica”, ha spiegato l’artista.
Infine il passaggio sul rapporto con la televisione e con il pubblico, che negli anni l’ha trasformata in un volto amatissimo anche del piccolo schermo. “All’inizio molti si chiedevano: ‘Arisa ci è o ci fa?’. Poi la gente ha capito che non sono strana, sono soltanto molto spontanea”.
Un lungo applauso finale ha salutato l’incontro, confermando quanto la voce e la personalità di Arisa continuino ancora oggi a parlare direttamente al cuore delle persone.
Foto, Arisa/c-Michele Lotti – Archivio Ufficio Stampa PAT