Un mondo sempre più instabile, segnato da guerre, tensioni geopolitiche e nuovi equilibri economici globali. È questa la fotografia tracciata da Yaser Faquih durante il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento.
Il capo economista saudita ha lanciato un messaggio chiaro: “Solo la stabilità può creare prosperità”. Secondo Faquih, l’ordine mondiale che fino a pochi anni fa sembrava consolidato è stato profondamente trasformato dai conflitti internazionali, in particolare dalle tensioni in Medio Oriente e dalla guerra in Ucraina, con conseguenze pesanti sui mercati finanziari e sull’economia globale.
“Le ipotesi che davamo per scontato non sono più applicabili”, ha spiegato l’esponente del governo di Riyad, sottolineando come la fiducia internazionale nel dollaro americano si sia incrinata dopo l’inizio della guerra in Ucraina. In questo scenario molte banche centrali avrebbero iniziato ad accumulare oro per proteggersi dall’instabilità geopolitica e dal rischio politico.
Faquih ha poi evidenziato il peso crescente della questione energetica e delle nuove strategie degli Stati Uniti. Secondo il vice ministro saudita, la posizione americana sarebbe oggi sempre più orientata alla propria forza economica ed energetica interna, anche attraverso dazi e politiche commerciali che rischiano però di aumentare tensioni e instabilità globale.
Nel suo intervento è emerso anche il tema della deglobalizzazione. “Prima vedevamo la globalizzazione come un modello di efficienza, oggi invece tutto ruota attorno alle alleanze”, ha affermato Faquih, spiegando che i Paesi tendono ormai a investire dove possono garantire accesso sicuro alle risorse strategiche.
Grande attenzione anche al tema del debito pubblico mondiale, definito sempre più difficile da sostenere per molti Stati, soprattutto in un momento in cui aumentano le spese per la difesa e i tassi di interesse restano elevati.
Parlando dell’Europa, Faquih ha invitato il continente a costruire una propria autonomia strategica senza schiacciarsi sul confronto tra Stati Uniti e Cina. “Avete enormi capacità di innovazione e potete tracciare il vostro sentiero senza dover scegliere tra Est e Ovest”, ha dichiarato.
Nel finale del suo intervento, il vice ministro saudita ha ribadito l’importanza della cooperazione economica e delle relazioni internazionali fondate sulla fiducia. “Con i conflitti tutti perdono”, ha detto, sottolineando come l’Arabia Saudita stia lavorando per attrarre investimenti e costruire partnership stabili.
Un riferimento particolare è stato riservato anche all’Italia, considerata da Faquih un partner importante grazie alle relazioni positive con Riyad: “Non vogliamo solo fornitori di beni, ma partner con cui condividere valori, fiducia e nuovi progetti comuni”.
Foto, Yaser Faquih/c-Daniele Paternoster Daniele Paternoster – Archivio Ufficio Stampa PAT