Nel commercio di moda non bastano più gusto, intuizione e vetrine curate: oggi a fare la differenza è anche la capacità di gestire dati, magazzino e canali di vendita in modo rapido ed efficiente. È questo il messaggio emerso durante l’assemblea generale annuale di Federmoda Unione, svoltasi recentemente a Bolzano.
Al centro dell’incontro il tema della gestione digitale della merce, considerata ormai uno strumento strategico per il futuro del commercio al dettaglio nel settore fashion.
“Il settore della moda vive di aggiornamento costante, disponibilità e consulenza”, ha spiegato il presidente di Federmoda nell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige, Markus Rabanser.
Secondo Rabanser, sapere in tempo reale quali articoli, taglie e colori siano disponibili in negozio, in magazzino o online permette alle aziende di reagire più rapidamente alle richieste dei clienti, migliorando vendite e servizio.
Durante l’assemblea, tre aziende locali hanno presentato diverse soluzioni software dedicate alla gestione delle scorte e dei flussi di vendita, mostrando come i sistemi digitali possano diventare strumenti decisivi soprattutto in un settore caratterizzato da stagionalità, tendenze rapide e forte concorrenza.
I moderni sistemi di gestione non si limitano più alla logistica del magazzino: consentono infatti di monitorare l’andamento delle vendite, individuare i prodotti più richiesti, evitare carenze di stock e semplificare inventari e riordini.
“Nel settore della moda l’intuito resta importante, ma oggi deve essere supportato da dati affidabili”, sottolinea ancora Rabanser. Solo così, spiega, è possibile ottimizzare gli assortimenti, ridurre il capitale fermo in magazzino e cogliere al meglio le opportunità stagionali.
A rendere ancora più importante la digitalizzazione è anche il cambiamento delle abitudini d’acquisto. Sempre più clienti scoprono prodotti sui social media, confrontano offerte online e completano poi gli acquisti nei negozi fisici — o viceversa.
Secondo i dati illustrati durante l’incontro, all’inizio del 2025 in Italia gli utenti internet erano circa 53,3 milioni, mentre oltre 42 milioni utilizzavano i social media.
Federmoda considera quindi la digitalizzazione della gestione della merce non una questione tecnica secondaria, ma una vera priorità strategica per il commercio altoatesino della moda.
Particolare attenzione è stata dedicata alle piccole imprese familiari, che grazie a strumenti semplici ed efficaci potrebbero migliorare la pianificazione degli assortimenti, risparmiare tempo e rafforzare la propria competitività.
“La tecnologia non deve rendere il commercio meno personale”, conclude Rabanser. “Al contrario: strumenti digitali efficienti permettono di dedicare più tempo a ciò che rende speciali i nostri negozi, cioè consulenza, stile e rapporto diretto con il cliente”.
La categoria Federmoda rappresenta in Alto Adige l’intero comparto dell’abbigliamento e degli accessori — dalla moda classica allo sportswear, dalle calzature al vintage — ed è collegata alla rete nazionale di Confcommercio.