Donne e agricoltura, la sfida della leadership: “Serve più spazio nei vertici delle cooperative”

Quasi la metà delle persone che lavorano nel settore agricolo sono donne, ma la loro presenza nei consigli direttivi delle cooperative resta ancora minima. È questo il tema al centro dell’incontro “Frau.Macht.Zukunft”, ospitato lo scorso 19 maggio presso la Cooperativa ortofrutticola Cafa di Merano.

L’evento, promosso dal gruppo di lavoro “Donne alla guida delle cooperative” della Federazione Cooperative Raiffeisen insieme alla cooperativa Cafa e all’Organizzazione delle Donne Coltivatrici Sudtirolesi, ha acceso i riflettori sul ruolo femminile all’interno del mondo agricolo e cooperativo.

I numeri emersi durante la serata raccontano una realtà ancora sbilanciata: il 45% degli occupati nel settore agricolo è costituito da donne e quasi il 17% gestisce direttamente un’azienda agricola o ne è proprietaria. Nonostante questo, la presenza femminile nei consigli direttivi delle cooperative agricole si ferma appena al 5%.

“In questo ambito c’è ancora molto da fare”, ha sottolineato Ursula Thaler, presidente del gruppo di lavoro “Donne alla guida delle cooperative”, nato nel 2015 con l’obiettivo di dare maggiore visibilità alle donne nel sistema cooperativo e incoraggiarle ad assumere ruoli di responsabilità.

Networking, scambio di esperienze e testimonianze di donne manager rappresentano alcuni degli strumenti messi in campo per favorire un cambiamento culturale.

Ad aprire la riflessione è stata Rebecca Fill Giordano, esperta di sviluppo organizzativo sistemico e psicologa del lavoro, che ha illustrato come consigli direttivi composti da persone con esperienze e profili differenti siano più innovativi, sostenibili ed efficaci anche dal punto di vista economico.

Secondo gli studi citati durante l’incontro, la pluralità di prospettive migliora la qualità delle decisioni, favorisce la creatività e contribuisce a costruire una cultura aziendale più aperta e collaborativa.

Nel mondo cooperativo, è stato sottolineato, il concetto di leadership non coincide tanto con il potere tradizionale, quanto piuttosto con fiducia, responsabilità condivisa e capacità di creare relazioni.

Nella tavola rotonda finale sono intervenute la responsabile di produzione di Cafa Ursula Thaler, Nadia Zambelli ed Elisabeth Tappeiner Weiss, presidente dell’Associazione agricola della Val Venosta. Le relatrici hanno raccontato esperienze personali, difficoltà ancora presenti e possibili strategie per coinvolgere maggiormente le donne nei processi decisionali.

Dal confronto è emerso con chiarezza come il contributo femminile sia già oggi determinante nell’agricoltura altoatesina, senza però trovare ancora un’adeguata rappresentanza ai vertici delle cooperative.

L’obiettivo del gruppo “Donne alla guida delle cooperative” è quindi quello di favorire reti di sostegno, aumentare la visibilità delle figure femminili e promuovere un modello cooperativo sempre più inclusivo e partecipato.

La serata si è conclusa con momenti di confronto informale e networking tra le partecipanti, segno di un interesse crescente verso una leadership agricola più equilibrata e rappresentativa.

Foto, Rebecca Fill Giordano, esperta di sviluppo organizzativo sistemico e psicologa del lavoro e delle organizzazioni, ha spiegato perché gli organi direttivi composti da persone con profili eterogenei operano in modo più innovativo, sostenibile ed economicamente più efficace