Crisi finanziarie inevitabili: al Festival dell’Economia il confronto tra Tremonti e Sadun

Le crisi finanziarie non sono un’eccezione, ma una costante dei sistemi economici moderni. È questa la tesi emersa all’incontro “Whatever mistakes, cause e responsabilità della prossima crisi finanziaria”, ospitato al Festival dell’Economia di Trento.

A confrontarsi sul tema sono stati Giulio Tremonti e Arrigo Sadun, in un dibattito moderato da Gianni Trovati, con un’analisi a tutto campo sulle fragilità del sistema finanziario globale.

Al centro della discussione l’idea che le crisi non siano eventi imprevedibili, ma fenomeni strutturali legati agli squilibri dei mercati. Sadun ha sottolineato come fattori come la perdita di fiducia o l’eccesso di leva finanziaria possano agire da “miccia” in grado di innescare nuovi shock economici, individuando tra i principali rischi futuri un possibile crollo dei mercati azionari o tensioni legate al debito pubblico.

Ampio spazio anche al tema delle nuove tecnologie e della possibile “bolla” dell’intelligenza artificiale, considerata però meno destabilizzante rispetto ad altre crisi del passato, grazie alla maggiore immediatezza dei risultati economici già visibili.

Tremonti ha, invece, ripercorso alcune delle principali crisi degli ultimi decenni, dalla Grande Recessione del 2008 fino ai mutamenti più recenti della globalizzazione, sottolineando come il sistema internazionale abbia progressivamente perso i propri equilibri originari. “La crisi del 2008 è stata la prima grande crisi della globalizzazione”, ha ricordato, evidenziando come le risposte istituzionali siano state diverse rispetto al passato.

Secondo l’ex ministro, il mondo resta globale ma è tramontata l’idea di una globalizzazione senza frizioni, sostituita da nuovi equilibri più instabili e frammentati.

Nonostante il quadro critico, dal dibattito è emersa anche una possibile via d’uscita. Sadun ha ribadito che politiche economiche efficaci possono ancora fare la differenza nella gestione delle crisi, mentre Tremonti ha espresso fiducia nella capacità dei popoli di reagire e correggere le dinamiche più distorsive del sistema.

Un confronto che ha riportato al centro del Festival una domanda chiave: non se arriverà la prossima crisi, ma quando e con quali forme si presenterà.

Foto, Giulio Tremonti, Gianni Trovati e Arrigo Sadun/c-Daniele Paternoster – Archivio Ufficio Stampa PAT