Autonomie rafforzate: Calderoli e i presidenti di Trento e Bolzano al Festival dell’Economia

Un’accelerazione legislativa definita “record” e un nuovo equilibrio tra Stato e autonomie speciali. È questo il quadro emerso al Festival dell’Economia di Trento durante il panel dedicato alla riforma dello Statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol.

Al confronto hanno partecipato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, in un dibattito moderato da Sebastiano Barisoni.

Al centro dell’incontro il disegno di legge costituzionale che punta a ripristinare competenze considerate erose dopo la riforma del Titolo V del 2001, con particolare attenzione ai nuovi margini di autonomia legislativa e amministrativa per le due Province.

Calderoli ha rivendicato la rapidità dell’iter parlamentare, definendo il percorso “un record di velocità” e sottolineando come la riforma restituisca chiarezza alle competenze delle autonomie speciali. Il ministro ha inoltre evidenziato la volontà di rafforzare la responsabilità gestionale degli enti locali, anche in settori strategici come la montagna e le politiche territoriali.

Kompatscher ha definito l’intesa un passaggio strategico per lo sviluppo dell’autonomia, sottolineando il valore economico del territorio e la necessità di una gestione sempre più dinamica delle competenze, inclusi nuovi ambiti come la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali.

Fugatti ha rimarcato l’impatto concreto della riforma sul lavoro amministrativo quotidiano, evidenziando le difficoltà generate in passato dai continui ricorsi e dalle impugnazioni delle leggi provinciali. Ha inoltre ricordato il ruolo delle commissioni paritetiche e il contributo economico delle due Province al sistema nazionale.

Nel suo intervento il presidente trentino ha anche illustrato alcune misure territoriali, tra cui interventi sul trasporto pubblico e incentivi alle imprese per la transizione energetica.

Il confronto si è chiuso con un messaggio condiviso: rafforzare le autonomie significa anche aumentare responsabilità e capacità di governo del territorio, in un equilibrio più chiaro tra centro e periferia istituzionale.

Foto, Sebastiano Barisoni, Roberto Calderoli, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher/c-Daniele Paternoster – Archivio Ufficio Stampa PAT