C’è un’Italia che raramente compare nelle cronache economiche tradizionali. Non quella delle fusioni, dei mercati finanziari o delle grandi operazioni industriali, ma quella delle fondazioni create dalle storiche famiglie imprenditoriali italiane per restituire valore ai territori attraverso cultura, welfare, educazione e sostenibilità. A raccontarla è “Visioni e Connessioni”, il progetto editoriale promosso da EY Foundation e presentato a Roma insieme a una mostra fotografica dedicata alle tredici fondazioni protagoniste del volume.
L’iniziativa nasce come un viaggio simbolico attraverso l’Italia delle imprese familiari, da Nord a Sud, per raccontare una forma di filantropia imprenditoriale silenziosa ma radicata, capace di accompagnare da anni lo sviluppo sociale del Paese.
La presentazione si è svolta nella Villa Magistrale del Sovrano Ordine di Malta durante l’incontro “Visioni e Connessioni. Geografia emozionale dell’altra Italia”. “Il nostro progetto racconta la storia e l’impegno di tredici fondazioni d’impresa e familiari che hanno dato vita a iniziative filantropiche innovative, contribuendo a rimettere in circolo valore per il Paese”, ha spiegato Tiziana dell’Orto, segretaria generale di EY Foundation. Una realtà che, secondo dell’Orto, rappresenta “un’altra Italia”, fatta di organizzazioni che operano lontano dai riflettori ma con visioni di lungo periodo e forte legame con le comunità locali.
Il progetto mette al centro una concezione dell’impresa che supera il solo risultato economico per intrecciarsi con responsabilità sociale, formazione, cultura e tutela ambientale. Nella prefazione del volume, il presidente di EY Foundation Riccardo Paternò parla infatti di storie differenti accomunate da un obiettivo condiviso: trasformare il successo imprenditoriale in responsabilità verso la società.
Tra le fondazioni coinvolte figurano realtà storiche come Fondazione Agnelli, Fondazione Bracco, Fondazione Pirelli, Fondazione Ferragamo, Fondazione Lavazza e Fondazione Zegna, accanto a esperienze legate alla salute, all’ambiente e all’inclusione sociale.
Tra le testimonianze più significative emerge quella della Fondazione Lene Thun, nata per portare avanti l’eredità umana e creativa di Lene Thun attraverso laboratori permanenti di ceramico-terapia nei reparti pediatrici italiani. Oggi la fondazione è presente in decine di strutture ospedaliere e utilizza il lavoro con l’argilla come strumento terapeutico capace di offrire ai bambini ricoverati uno spazio di espressione, leggerezza e relazione.
“Da un gesto semplice e ancestrale come la modellazione dell’argilla è nato un modello di intervento che porta sollievo a migliaia di bambini ricoverati nei reparti pediatrici di tutta Italia”, racconta il progetto. Una presenza costante che trasforma luoghi segnati dalla malattia e dall’attesa in occasioni di incontro e speranza.
Il libro attraversa territori molto diversi tra loro: dalla Campania della Fondazione Grimaldi, impegnata nelle periferie napoletane, alla Trieste della Fondazione Ernesto Illy, dove il caffè diventa leva di sviluppo sociale; fino alla Sardegna dell’Osservatorio Naturalistico Isola di Culuccia, nato per valorizzare il patrimonio ambientale dell’isola.
“Visioni e Connessioni” rappresenta anche una nuova fase per EY Foundation, sempre più orientata al tema delle competenze e della formazione dei giovani. La prossima tappa del progetto riguarderà infatti il mondo degli ITS, con l’obiettivo di costruire una piattaforma dedicata ai mestieri e all’orientamento professionale, creando un collegamento più forte tra percorsi di studio e richieste del mercato del lavoro.
Un racconto che restituisce l’immagine di un capitalismo familiare italiano meno visibile ma profondamente radicato nel tessuto sociale del Paese, capace di trasformare l’impresa in uno strumento di relazione, cura e responsabilità collettiva.