Giovani, IA e futuro del lavoro: Ravasi al Festival lancia il “dialogo tra generazioni”

Al Festival dell’Economia di Trento il confronto tra giovani, tecnologia e società ha trovato una delle sue espressioni più intense nel panel “Chi decide davvero: nuove generazioni tra algoritmi, mercato e coscienza”, ospitato al Teatro Sociale e guidato dal Cortile dei Gentili insieme al cardinale Gianfranco Ravasi.

Ad aprire e chiudere l’incontro è stato proprio il cardinale, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e ideatore del progetto, che ha ribadito la centralità del dialogo tra generazioni e la necessità di restituire spazio alle nuove voci. “Non sono il futuro, i giovani sono il presente”, è uno dei concetti emersi con forza dal dibattito.

Al centro del panel la Consulta Giovanile del Cortile dei Gentili, composta da giovani under 35 impegnati su temi sociali, economici e culturali. La presidente Giulia Tosana ha sottolineato come i giovani non debbano solo essere coinvolti, ma messi nelle condizioni di esprimersi: “Hanno tanto da dire”, ha ricordato.

Il confronto ha toccato i grandi temi dell’attualità, a partire dall’impatto dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali sul lavoro e sulle relazioni sociali. Lorenzo Massarenti, dottorando in economia, ha evidenziato le trasformazioni del rapporto tra capitale e lavoro negli ultimi decenni, interrogandosi su come venga distribuito oggi il valore generato dalla tecnologia e sul rischio di un lavoro sempre più schiacciato dal potere degli asset intangibili.

Sullo stesso fronte, Dafne Tomasetto ha evidenziato come l’IA stia ridefinendo tempi e luoghi del lavoro, fino a parlare di una “giornata lavorativa infinita” e di una crescente pressione sui lavoratori. Un cambiamento che, secondo la studentessa, non trova ancora risposte adeguate sul piano politico.

Il tema sociale è stato centrale anche nell’intervento di Beatrice Pecchiari, che ha riflettuto sull’impatto dei social network sulle nuove generazioni: solitudine, trasformazioni culturali e perdita della dimensione reale della relazione sono alcune delle criticità emerse.

Davide Laezza, assessore del Comune di Forio, ha invece posto l’attenzione sul tema dello spopolamento e della necessità di creare condizioni concrete per permettere ai giovani di restare o tornare nei territori, attraverso infrastrutture adeguate e il cosiddetto “diritto alla connessione”.

A chiudere il confronto è stato il rettore emerito dell’Università di Bologna Ivano Dionigi, che ha richiamato la necessità di superare la logica della competizione estrema sintetizzata nel motto olimpico “Citius, altius, fortius”. In alternativa, ha ricordato il pensiero di Alexander Langer con il principio del “Lentius, profundius, soavius”, mentre Ravasi ha rilanciato l’idea di una quarta dimensione: “Communiter”, insieme.

Un richiamo finale alla relazione e al valore della comunità come chiave per affrontare le sfide del presente, tra tecnologia, lavoro e nuove forme di convivenza sociale.

Foto, Gianfranco Ravasi/c-Michele Lotti – Archivio Ufficio Stampa PAT