Come possono i dati aperti trasformare il turismo, migliorare la mobilità urbana e rendere più efficienti i servizi pubblici? È attorno a queste domande che si è sviluppata la sesta edizione dell’Open Data Hub Day, andata in scena al NOI Techpark di Bolzano e capace di richiamare oltre 200 partecipanti tra aziende, ricercatori, sviluppatori software ed esperti del settore digitale.
L’appuntamento annuale dedicato alla condivisione delle conoscenze sui dati aperti si è confermato uno dei momenti di riferimento per il confronto sulle tecnologie emergenti e sulle applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale, dei data spaces e delle smart cities.
Nel corso della giornata si sono alternati interventi di rappresentanti di importanti realtà pubbliche e private come Ferrovie Federali Svizzere, il Comune di Padova, il Politecnico di Milano, T-Mobile Austria ed Eurac Research, che hanno illustrato esperienze e progetti legati all’utilizzo intelligente dei dati.
«L’Open Data Hub è molto più di una semplice piattaforma di dati. Si tratta piuttosto di una comunità europea composta da professionisti creativi del settore IT», ha spiegato Patrick Ohnewein. «Grazie a questa rete sarà possibile continuare a sostenere attività fondamentali di ricerca e sviluppo».
Uno dei temi più discussi è stato quello della mobilità intelligente basata sui dati. Durante l’evento è stato presentato un modello predittivo sviluppato insieme all’azienda Ithel che, attraverso l’analisi dei dati raccolti dalle telecamere, riesce a prevedere il livello di occupazione dei parcheggi. Una tecnologia già utilizzata nel comune di Villandro e pensata per supportare le amministrazioni nella gestione del traffico e degli spazi urbani.
Tra i momenti più significativi della giornata anche la consegna del premio “Open Data Hub Contributor of the Year”, riconoscimento assegnato a chi contribuisce in maniera concreta allo sviluppo della piattaforma e della sua comunità.
L’edizione 2026 ha premiato Eduardo Martins Guerra, docente e ricercatore della Libera Università di Bolzano, che integra l’Open Data Hub nei propri corsi universitari permettendo agli studenti di avvicinarsi in modo pratico ai dati aperti e alle tecnologie web.
Spazio infine anche al confronto istituzionale con la tavola rotonda organizzata insieme a City Vision, community che promuove il dialogo tra amministrazioni pubbliche, imprese e centri di ricerca sui temi delle città intelligenti.
Al dibattito, moderato da Domenico Lanzillotta, hanno partecipato Margherita Cera, Ivano Marchiol e Roberto Cavaliere.
Tema centrale della discussione è stato “Listening Lands. How Data and AI can Make our Green Regions Smarter”, ovvero il ruolo di dati e intelligenza artificiale nel rendere territori e città più sostenibili, efficienti e capaci di rispondere ai bisogni delle comunità locali.
Foto/c-NOI Francesco Giuliano