Truffa da film a Bolzano: finti poliziotti rubano gioielli per 50mila euro, ma i Carabinieri li fermano nella notte

Finti appartenenti alle forze dell’ordine colpiscono due sorelle anziane, ma il rapido intervento dei Carabinieri permette di individuare i responsabili e recuperare l’intera refurtiva.

Un raggiro studiato nei dettagli, costruito facendo leva sulla paura e sulla fiducia nelle istituzioni. È quanto avvenuto a Bolzano, dove due anziane sorelle sono finite nel mirino di due truffatori che si sono finti appartenenti alle forze dell’ordine.

L’episodio, che avrebbe potuto trasformarsi in un grave danno economico e psicologico per le vittime, si è concluso invece con un importante successo investigativo da parte della Compagnia Carabinieri di Bolzano, che in poche ore è riuscita a identificare i responsabili, recuperare la refurtiva e deferire i due soggetti all’Autorità Giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato con una telefonata. Un uomo, qualificandosi falsamente come operatore di polizia presso la Questura di Bolzano, avrebbe contattato le due donne spiegando di essere impegnato in presunte attività investigative e chiedendo di verificare i beni preziosi presenti nelle abitazioni.

Un copione ormai tristemente noto, quello del cosiddetto “finto appartenente alle forze dell’ordine”, che continua però a colpire soprattutto le persone più fragili.

Nel corso dell’azione criminale, uno dei malviventi sarebbe riuscito a introdursi nell’abitazione di una delle due anziane, appropriandosi di gioielli e monili in oro per un valore stimato di circa 50mila euro. Il secondo tentativo, ai danni della sorella, non sarebbe invece andato a segno grazie alla prontezza della donna, che ha intuito il pericolo e si è rifiutata di consegnare altri beni.

Immediata la risposta investigativa dei Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bolzano, che hanno avviato un’articolata attività di indagine attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti sul territorio.

Gli accertamenti hanno consentito di individuare il veicolo utilizzato dai responsabili e di ricostruirne gli spostamenti. Determinante si è rivelata la collaborazione tra i diversi presidi delle forze di polizia a livello nazionale: l’autovettura sospetta è stata infatti intercettata lungo l’autostrada A1 da personale della Polizia Stradale.

A bordo del mezzo sono stati identificati i due presunti responsabili e recuperata l’intera refurtiva, risultata riconducibile ai beni sottratti poco prima alle vittime.

I preziosi sono stati sequestrati in attesa della restituzione alla legittima proprietaria, mentre i due uomini sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente per truffa e tentata truffa.

Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Bolzano, Stefano Esposito Vangone, ha evidenziato come il risultato ottenuto rappresenti il frutto della professionalità e della dedizione dei militari impegnati quotidianamente nella tutela della collettività.

L’episodio conferma ancora una volta quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione su questo tipo di reati, che fanno leva sulla vulnerabilità delle persone anziane attraverso tecniche persuasive sempre più sofisticate.

Le stesse vittime hanno voluto ringraziare pubblicamente i Carabinieri e le forze dell’ordine coinvolte, sottolineando la rapidità dell’intervento e l’umanità dimostrata durante tutte le fasi dell’assistenza.

La vicenda rappresenta anche un importante richiamo alla prevenzione: diffidare sempre da telefonate sospette, non consegnare mai denaro o preziosi a sconosciuti e contattare immediatamente il 112 in caso di dubbi resta il modo più efficace per difendersi da truffe che continuano purtroppo a colpire in tutta Italia.