Allarme Bruxelles sulla caccia: preoccupazione per gli uccelli migratori

Waldrappteam chiede più tutele per l’Ibis eremita e critica la riforma italiana.

La riforma della caccia in discussione in Italia finisce nel mirino della Commissione europea, che ha inviato un richiamo formale in merito ad alcune disposizioni del disegno di legge n. 1552. Un intervento che ha subito riacceso il dibattito sulla tutela della fauna selvatica e degli uccelli migratori.

A esprimere forte preoccupazione è anche Waldrappteam Conservation and Research, impegnata nel progetto europeo LIFE per la reintroduzione dell’Ibis eremita.

Secondo la Commissione europea, alcune misure previste dalla riforma – in particolare la liberalizzazione dei richiami vivi e l’indebolimento dei controlli – potrebbero entrare in contrasto con la normativa ambientale dell’Unione e aumentare il rischio di bracconaggio e traffico illegale di fauna selvatica.

L’Ibis eremita è una delle specie più rare d’Europa ed è stato reintrodotto con successo grazie a decenni di progetti internazionali di conservazione. Ogni esemplare monitorato è dotato di GPS, consentendo agli scienziati di seguire con precisione le rotte migratorie e le cause di mortalità.

I dati raccolti dal team di ricerca indicano una situazione particolarmente critica in Italia: circa il 30% delle perdite della specie sarebbe infatti legato al bracconaggio, spesso attribuito a caccia illegale da parte di cacciatori autorizzati. Una percentuale che, secondo gli esperti, non trova riscontro in nessun altro Paese dell’areale della specie.

Johannes Fritz ha espresso forte preoccupazione per l’impatto della riforma:

“Il nostro monitoraggio dimostra chiaramente il drammatico impatto che la caccia illegale ha ancora in Italia. Stiamo investendo notevoli sforzi per ridurre queste perdite e garantire un futuro sostenibile alla specie. Siamo profondamente preoccupati che la legislazione proposta possa aumentare ulteriormente la pressione del bracconaggio e minacciare seriamente la sopravvivenza dell’Ibis eremita.”

Secondo Waldrappteam, la posizione della Commissione europea conferma la necessità di rafforzare le misure di protezione per gli uccelli migratori, e non di indebolirle. L’intervento di Bruxelles, arrivato prima dell’approvazione definitiva della legge, viene interpretato come un segnale della gravità della situazione.

L’organizzazione invita quindi il Governo e il Parlamento italiani a rivedere il testo della riforma, adeguandolo alle indicazioni europee e garantendo un livello più elevato di tutela per la fauna selvatica.

Al centro del dibattito resta il futuro degli uccelli migratori lungo le rotte europee, dove conservazione della biodiversità e attività venatoria continuano a rappresentare un delicato punto di equilibrio.