Un passo avanti importante per il benessere degli animali da compagnia arriva da Bruxelles. Il nuovo pacchetto di norme approvato dal Parlamento europeo punta a rafforzare in modo significativo la tutela di cani e gatti, intervenendo anche su un tema spesso trascurato: il cosiddetto “maltrattamento genetico”.
A sottolinearne il valore è la senatrice Julia Unterberger, che parla di una svolta fondamentale nella protezione degli animali. Secondo Unterberger, infatti, non si tratta solo di contrastare abusi evidenti, ma anche di impedire pratiche di allevamento che, per motivi estetici, compromettono la salute e la qualità della vita degli animali.
Tra le principali novità introdotte figurano l’identificazione obbligatoria tramite microchip e la registrazione in banche dati nazionali interoperabili, strumenti pensati anche per rendere più trasparenti le compravendite online. Il pacchetto stabilisce inoltre standard minimi per allevatori, venditori e rifugi, con regole più rigide su condizioni di detenzione, alimentazione, assistenza veterinaria e protezione dai maltrattamenti.
Particolare attenzione è rivolta al divieto di selezionare o allevare animali con caratteristiche fisiche estreme che possano compromettere la salute. Una pratica definita “maltrattamento genetico”, che riguarda ad esempio razze come i gatti senza pelo o i carlini, spesso soggetti a problemi di termoregolazione o difficoltà respiratorie.
Il regolamento prevede anche il divieto di accoppiamenti tra consanguinei, restrizioni su incroci con animali selvatici, limitazioni all’uso di collari coercitivi e nuove regole per la detenzione degli animali.
Le norme entreranno in vigore nei Paesi membri dopo un periodo transitorio, ma alcuni Stati hanno già avviato misure più avanzate. È il caso dei Paesi Bassi, dove da tempo sono vietate alcune pratiche di allevamento considerate dannose e dove anche l’importazione di determinate razze è già stata limitata.
Per la senatrice Unterberger, si tratta di un modello che altri Paesi europei, Italia compresa, dovrebbero seguire. L’obiettivo è chiaro: spostare l’attenzione dall’estetica alla salute, garantendo agli animali una vita più lunga, dignitosa e libera da sofferenze evitabili.
Un cambiamento culturale prima ancora che normativo, che mette al centro una nuova idea di responsabilità verso gli animali domestici.
Foto, Julia Unterberger