Un museo che non si limita a raccontare il territorio, ma che ne parla anche le lingue. Il MUSE – Museo delle Scienze di Trento inaugura una nuova fase del proprio percorso di inclusività con l’introduzione delle audioguide digitali in ladino, mòcheno e cimbro, nell’ambito del progetto “Ti racconto il MUSE… in tutte le lingue”.
Non si tratta di un semplice ampliamento dell’offerta multilingue, ma di una scelta culturale precisa: riconoscere e valorizzare le minoranze linguistiche del Trentino come parte viva dell’identità locale. Un passaggio significativo che trasforma l’esperienza museale in uno spazio più rappresentativo e accessibile, capace di accogliere le diverse comunità del territorio.
Il progetto nasce da un lavoro condiviso durato quattro anni, che ha visto il museo collaborare con scuole, istituzioni e realtà locali. Protagonisti attivi sono stati anche studenti e studentesse coinvolti nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, che hanno contribuito con competenze linguistiche autentiche e uno sguardo diretto sulle proprie culture di appartenenza.
Determinante il supporto del Servizio minoranze linguistiche e relazioni esterne della Provincia autonoma di Trento, insieme a partner come la Scola Ladina de Fascia, il Comun general de Fascia, l’Istituto Comprensivo Pergine 1 con la Comunità Alta Valsugana e Bersntol, l’Istituto Comprensivo Folgaria Lavarone Luserna e la Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri. Una rete ampia che ha reso possibile un progetto corale, radicato nel territorio.
Le nuove guide sono gratuite, accessibili direttamente da smartphone e realizzate in formato Easy to Read, per garantire una fruizione semplice e inclusiva anche dal punto di vista cognitivo. Con l’introduzione di ladino, mòcheno e cimbro, le lingue disponibili diventano sedici, affiancando idiomi internazionali già presenti come inglese, spagnolo, arabo e cinese.
Come sottolineato dal direttore Massimo Bernardi, il multilinguismo al MUSE non è mai stato pensato come una mera traduzione, ma come uno strumento di mediazione culturale e valorizzazione delle differenze. Rendere accessibile il museo significa infatti creare un senso di appartenenza, aprirsi all’ascolto e riconoscere la pluralità delle identità che compongono la società.
Con questa iniziativa, il MUSE compie un passo concreto contro l’omologazione culturale, scegliendo di dare voce – in senso letterale – a lingue che raccontano storie, tradizioni e comunità. Un modo nuovo di vivere il museo, dove ogni visitatore può sentirsi davvero a casa.