Tetti verdi, città più fresche: da Trento arriva la guida smart per sindaci e urbanisti

Le città del futuro? Sempre più verdi, sostenibili e resilienti. E ora c’è anche una guida pratica per realizzarle. Si intitola “Implementing green roofs and walls: lessons from European experiences” ed è il nuovo vademecum pensato per aiutare amministratori e decisori pubblici a portare natura e biodiversità nei contesti urbani, a partire da tetti e facciate.

Il manuale nasce a Trento, grazie al lavoro del laboratorio Planes del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento, unico partner italiano in una rete internazionale di 22 istituzioni. Il documento è stato pubblicato sul portale scientifico della Commissione europea, il Joint Research Centre.

L’obiettivo è chiaro: tradurre le strategie europee sulla biodiversità in azioni concrete. Il riferimento è alla Strategia Ue per il 2030 e alla normativa sul ripristino della natura, che impone target ambiziosi: recuperare almeno il 20% degli ecosistemi degradati entro il 2030 e arrivare al 90% entro il 2050.

Ma come si passa dalla teoria alla pratica? Qui entra in gioco il nuovo manuale, che raccoglie esperienze europee e offre indicazioni operative per progettare e realizzare tetti verdi e pareti vegetali.

«È uno strumento ponte tra scienza e politica», spiega Davide Geneletti, coordinatore del progetto. Il lavoro si inserisce infatti nel progetto BioAgora, finanziato dal programma Horizon Europe, con l’obiettivo di creare un vero e proprio “Science Service for biodiversity”: un servizio capace di rispondere alle richieste dei decisori pubblici con soluzioni basate su evidenze scientifiche.

I risultati parlano chiaro. Come sottolinea la ricercatrice Maria Susana Orta Ortiz, i tetti e le facciate verdi sono soluzioni già collaudate e facilmente replicabili. Non solo migliorano l’estetica urbana, ma offrono benefici concreti: riduzione del calore nelle città, risparmio energetico, gestione delle acque piovane e incremento della biodiversità, con centinaia di specie – soprattutto insetti impollinatori – che trovano nuovi habitat.

Tra le tipologie più diffuse emergono i tetti “estensivi”, a bassa manutenzione, ma sono quelli “intensivi” e i sistemi verticali a garantire un impatto ancora maggiore in termini sociali e ambientali, se ben progettati e gestiti.

Il report evidenzia anche un aspetto chiave: il successo di questi interventi dipende non solo dalla tecnica, ma anche dalla governance. I modelli più efficaci sono quelli che combinano iniziativa pubblica, partecipazione privata e coinvolgimento delle comunità locali.

Non è il primo contributo in questo campo: già nel 2025 il team di Trento aveva curato un altro manuale per l’inverdimento urbano, con una mappa di 59 strumenti – tra software e metodologie – per aiutare le città a pianificare e monitorare le aree verdi.

Oggi, con questa nuova guida, il messaggio è ancora più chiaro: rendere le città più verdi non è solo una scelta estetica, ma una necessità strategica. E grazie alla ricerca, farlo è sempre più possibile.

Foto/©UniTrento ph. Federico Nardelli