A Bolzano il confronto politico si accende e si trasforma in uno scontro frontale tra narrazioni opposte. Da un lato la maggioranza rivendica risultati concreti e un cambio di passo dopo anni di immobilismo; dall’altro il Partito Democratico traccia un bilancio severo, parlando di una città peggiorata sotto il profilo della sicurezza, della coesione sociale e della qualità urbana.
La Lista Civica per Bolzano respinge con forza le accuse, definendo “parziale e strumentale” la lettura fornita dall’opposizione. Secondo la maggioranza, in undici mesi di attività la Giunta sarebbe stata pienamente operativa, con numerosi atti amministrativi adottati e pubblicamente verificabili. L’accusa di “zero risultati” viene bollata come una mistificazione utile solo ad alimentare polemiche su problemi ereditati dal passato.
Tra i punti rivendicati, la sicurezza occupa un ruolo centrale. L’amministrazione sottolinea il passaggio “dagli annunci ai fatti”, citando l’attivazione del controllo di vicinato, l’introduzione del cane antidroga, la dotazione del taser alla polizia municipale, l’estensione della videosorveglianza e un rafforzamento dei controlli sul territorio. Misure che, secondo la maggioranza, erano state in passato osteggiate proprio da chi oggi siede all’opposizione.
Sul fronte sociale, viene evidenziato lo sblocco della governance dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB) e il riavvio delle procedure per la nomina della direzione, oltre al rafforzamento dei servizi per una struttura che coinvolge oltre 100 mila cittadini. Anche sul tema casa la Giunta parla di un lavoro strutturale già avviato, tra recupero di alloggi esistenti e riutilizzo di spazi inutilizzati.
Per quanto riguarda la mobilità, l’Amministrazione sostiene che i primi risultati siano già visibili in una città attraversata quotidianamente da decine di migliaia di pendolari: dalla riapertura a doppio senso di via Claudia Augusta alla riattivazione del sottopasso di via Trento, fino agli interventi su via Carducci, piazza Verdi e Ponte Resia. La situazione, ammette la maggioranza, non è ancora risolta, ma sarebbe in miglioramento.
Di segno opposto la lettura del Partito Democratico, che descrive una città “più insicura, più sporca e divisa”. Secondo il gruppo consiliare, a un anno dall’insediamento della maggioranza il bilancio è “impietoso”: molti annunci, pochi risultati e nessuna visione strategica. Il PD denuncia l’aumento della microcriminalità e del degrado urbano, sostenendo che le proposte dell’opposizione per rafforzare la prevenzione siano rimaste inascoltate.
Le critiche si estendono anche al sociale, dove vengono segnalati l’aumento delle tariffe degli asili, la mancanza di risposte sul tema abitativo e il ritardo nella nomina della direzione dell’ASSB, attribuito a tensioni interne alla maggioranza. Preoccupazione viene espressa anche per quella che viene definita una scarsa attenzione verso cultura e sport, oltre che per una presunta crescente divisione etnica all’interno della città.
Sul piano urbanistico e della mobilità, il PD parla, invece, di immobilismo, citando cantieri bloccati e contestando alcune scelte, come l’ipotesi di un parcheggio lungo la passeggiata del Talvera, giudicata anacronistica. Critiche anche sulla gestione del fenomeno migratorio, ritenuta inadeguata alla complessità della situazione.
La contrapposizione si riflette anche nell’elenco puntuale delle criticità stilato dall’opposizione, che include tensioni interne alla maggioranza, dimissioni e cambi di gruppo tra consiglieri, presunti conflitti di interesse e decisioni controverse su tariffe e servizi. Un quadro che, secondo il PD, richiede un’assunzione piena di responsabilità da parte del Sindaco e un cambio di rotta.
La maggioranza, dal canto suo, ribadisce che il mandato amministrativo si sviluppa su un orizzonte di cinque anni e invita a valutare i risultati nel medio periodo, sostenendo che il lavoro avviato stia già producendo effetti concreti. In mezzo, una città che resta terreno di scontro politico serrato, dove numeri, percezioni e priorità continuano a divergere profondamente.
Foto, Gabriele Repetto e Stefano Fattor