Serata partecipata ieri nella sala parrocchiale di Sinigo, dove amministrazione comunale e tecnici hanno incontrato la cittadinanza per fare il punto sulla complessa situazione della falda acquifera e sulle soluzioni progettuali in via di definizione.
L’iniziativa, organizzata dal Comune di Merano in collaborazione con il comitato di quartiere, ha visto la presentazione dettagliata del progetto da parte dell’ingegner Corrado Lucarelli dello studio Patscheider & Partner, che ha illustrato le misure previste per mitigare il fenomeno ciclico dell’innalzamento della falda.
Tra gli interventi principali figurano il ripristino parziale del vecchio reticolo di canali di bonifica, la realizzazione di nuove linee drenanti, l’installazione di un’idrovora nella zona di via Fermi e una serie di interventi di impermeabilizzazione mirata nelle aree più critiche. Secondo le stime tecniche, una volta a regime il sistema potrebbe abbassare il livello dell’acquifero di circa mezzo metro, con punte fino a un metro nelle zone più esposte.
Il progetto di fattibilità tecnico-economica, attualmente in fase di definizione, dovrà ora passare al vaglio dell’Ufficio provinciale competente per la valutazione dell’impatto ambientale. Se l’iter procederà senza ritardi, la fase di progettazione esecutiva e appalto è prevista nel 2027, con l’avvio dei lavori stimato per il 2028.
Nel corso della serata è intervenuto anche il vicesindaco di Merano Nerio Zaccaria, che ha sottolineato l’importanza del percorso condiviso tra cittadini, tecnici ed enti coinvolti, definendolo un passaggio decisivo per affrontare una problematica idrogeologica storica del quartiere. Zaccaria ha inoltre ringraziato il consigliere comunale Tommaso Cortellessa per il ruolo operativo svolto nel coordinamento delle attività.
Presente anche il vicepresidente della Giunta provinciale Marco Galateo, che ha ribadito il sostegno dell’amministrazione provinciale al progetto e la volontà di accompagnare il percorso fino alla sua realizzazione.
Nel frattempo, gli esperti hanno evidenziato come la manutenzione del sistema esistente di canali resti un elemento fondamentale per la gestione quotidiana del fenomeno, in attesa degli interventi strutturali.
Dal confronto con i cittadini è emerso un clima di cauto ottimismo: pur nella consapevolezza della complessità dell’opera e dei tempi lunghi, la presentazione è stata accolta come un passo concreto verso la soluzione di una criticità che da decenni incide sulla qualità della vita del rione.