Garantire il diritto alla mobilità non significa soltanto mettere a disposizione un mezzo, ma assicurare che quel mezzo ci sia davvero, quando serve. È da questa idea semplice ma decisiva che prende forma la proposta dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Andrea Lucci e Giuseppe Martucci: introdurre un sistema di prenotazione anticipata e garantita del taxi per persone non vedenti, ipovedenti e con gravi disabilità.
L’iniziativa nasce dall’ascolto del territorio e dalle segnalazioni delle associazioni, ma anche dall’incontro tra due approcci complementari. Da un lato, l’analisi tecnica di Lucci, che individua nelle barriere – non solo fisiche ma anche organizzative – il vero ostacolo a una mobilità inclusiva. Dall’altro, l’impegno di Martucci, attento alle difficoltà quotidiane di chi si muove con un cane guida: uno strumento fondamentale di autonomia che, paradossalmente, può diventare motivo di rifiuto o disagio nel servizio taxi.
Oggi, infatti, il sistema si basa prevalentemente su chiamata immediata. Una modalità che per molti funziona, ma che per chi vive una disabilità può trasformarsi in un’incognita costante. Raggiungere una stazione, rispettare un appuntamento medico o semplicemente organizzare la propria giornata diventa un esercizio di incertezza. Ed è proprio questa imprevedibilità a limitare, di fatto, una libertà che dovrebbe essere garantita a tutti.
La proposta punta a cambiare prospettiva: non più attesa, ma programmazione. Attraverso un protocollo d’intesa tra Comune e cooperative di taxi, si prevede la possibilità di prenotare la corsa con almeno 24 ore di anticipo, assicurando così puntualità, assistenza adeguata e accoglienza anche per chi viaggia con un cane guida. Un sistema che includa anche la formazione specifica degli operatori e, dove possibile, forme di agevolazione tariffaria.
«La libertà di movimento è un diritto costituzionale – sottolineano i promotori – ma per una persona con disabilità può trasformarsi in una corsa a ostacoli. La prenotazione garantita non è un privilegio, è uno strumento di equità».
Il percorso, spiegano, non sarà calato dall’alto: sarà costruito insieme alle associazioni e agli operatori del settore taxi e NCC, con l’obiettivo di creare un modello efficace, condiviso e replicabile.
Perché, in fondo, la qualità di una città si misura così: dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno. E una mobilità davvero sostenibile è quella che mette al centro la persona, sempre.