Paul Köllensperger accende il caso A22: “Franchi tiratori trentini” e scontro sulla concessione del Brennero

La gestione del futuro di Autostrada del Brennero S.p.A. (A22) torna al centro dello scontro politico-istituzionale dopo le dichiarazioni del procuratore della Corte dei Conti Marcovalerio Pozzato, rilasciate a Il Resto del Carlino, che parlano di presunti “franchi tiratori appartenenti al contesto trentino” come fattore di ostacolo alla mancata riacquisizione pubblica delle quote detenute dai soci privati.

Un’affermazione che scuote il dibattito e che il Team K porta immediatamente sul tavolo politico con un’interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo chiarimenti su un passaggio considerato cruciale per la governance della società e per il futuro della concessione autostradale.

Secondo la ricostruzione politica del movimento, il nodo della vicenda affonderebbe le sue radici nel 2002, quando l’ingresso dei soci privati nella compagine di A22 avrebbe modificato in modo strutturale l’assetto societario, compromettendo la possibilità di una gestione completamente pubblica e quindi il mantenimento delle condizioni per una concessione “in house”.

Da quel momento, sostiene il Team K, si sarebbe aperto un lungo percorso fatto di scelte politiche divergenti tra istituzioni e livelli di governo, con posizioni non sempre allineate tra Provincia di Bolzano, Provincia di Trento e altri enti pubblici soci. In questo contesto si inserirebbe il mancato esercizio del diritto di prelazione sulle quote private, tema che oggi torna al centro delle polemiche.

Le critiche del Team K si concentrano anche sulle valutazioni economiche relative all’eventuale riacquisto delle quote: secondo quanto riportato nelle analisi citate dalla Corte dei Conti, i soci privati avrebbero richiesto valori sensibilmente superiori alle stime patrimoniali, con possibili rischi di danno erariale in caso di acquisto.

Parallelamente, il movimento denuncia quella che definisce una “frammentazione politica” nella gestione del dossier A22, tra chi avrebbe spinto per una soluzione pubblica e chi invece avrebbe favorito scenari alternativi, fino alla scelta di procedere verso il bando europeo e il project financing. Un percorso che, secondo la ricostruzione politica, ha poi subito ulteriori modifiche con la cancellazione del diritto di prelazione, elemento considerato centrale nelle precedenti impostazioni.

Nel mirino anche la fase successiva al 2020, quando il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno che indicava la gestione pubblica come obiettivo strategico. Da allora, secondo il Team K, la traiettoria sarebbe cambiata, aprendo interrogativi sulle responsabilità politiche delle scelte successive.

“Cosa è accaduto dopo? Chi ha frenato? Perché si è abbandonata la strada della gestione in house?”, chiede il capogruppo Paul Köllensperger, che definisce necessario fare piena luce sulle decisioni che hanno portato all’attuale scenario. Nell’interrogazione si chiede inoltre alla Giunta se sia a conoscenza delle dichiarazioni del procuratore Pozzato e come intenda interpretare il riferimento ai presunti “franchi tiratori trentini”, oltre ai criteri adottati nelle valutazioni delle quote private.

Il caso A22 si conferma così uno dei dossier più delicati per la politica regionale, intrecciando asset strategici, scelte industriali e responsabilità istituzionali. E mentre il dibattito si infiamma, resta sullo sfondo la questione centrale: il controllo pubblico della principale infrastruttura di collegamento del Brennero e il suo futuro modello di gestione.

Foto, Paul Köllensperger