Benzina finita? In Alto Adige pesa più il turismo della guerra

C’è davvero un’emergenza carburante in Alto Adige? Dopo le segnalazioni circolate negli ultimi giorni e l’attenzione crescente anche sui media, Confesercenti prova a fare chiarezza: più che una crisi di approvvigionamento legata a scenari geopolitici, la situazione sarebbe il risultato di una combinazione di fattori stagionali e comportamentali.

A spiegarlo è Mirko Saffioti, rappresentante della categoria dei gestori delle pompe, che ridimensiona l’allarme: “C’è effettivamente una criticità nella disponibilità di carburante, ma la tensione legata alla guerra in Medio Oriente incide in maniera marginale e soprattutto come effetto psicologico”.

Il primo elemento chiave è il turismo. Il periodo pasquale, infatti, ha portato in Alto Adige un forte afflusso di visitatori provenienti da Austria e Germania, attratti anche dalla convenienza temporanea dei prezzi alla pompa in Italia. Una dinamica legata alla congiuntura economica e al meccanismo delle accise, che in alcuni giorni rende il carburante più conveniente oltre confine.

“Molti turisti fanno il pieno prima di rientrare, spesso proprio nei distributori vicino alle principali arterie stradali e in particolare nell’area di Bolzano”, spiega Saffioti. Un comportamento che, sommato al normale flusso turistico, ha contribuito a un aumento significativo della domanda.

Il secondo fattore è quello definito dagli operatori come “effetto psicologico a catena”: la percezione di possibile scarsità, alimentata da notizie e segnalazioni di esaurimento scorte, avrebbe spinto molti automobilisti locali a fare rifornimenti superiori alla media abituale, passando da piccoli importi al pieno completo. Un cambio di abitudini che, su scala territoriale, ha inciso in modo diretto sulle previsioni di disponibilità dei distributori.

Il risultato, secondo le stime della categoria, è stato un incremento delle vendite di circa il 20% rispetto alla media del periodo, con diversi impianti andati temporaneamente in esaurimento.

Ma si tratta di una situazione destinata a rientrare? Per gli operatori la risposta è sì. “La dinamica legata al traffico turistico è temporanea – osserva Saffioti – e nei prossimi giorni la pressione dovrebbe diminuire. Anche chi ha fatto rifornimenti più abbondanti del solito impiegherà più tempo a consumare il carburante, consentendo un graduale ritorno all’equilibrio delle scorte”.

In sintesi, nessun allarme strutturale, ma una combinazione di picchi stagionali e reazioni collettive che, per qualche giorno, hanno reso più visibili i limiti della distribuzione locale. Una situazione che, secondo gli operatori, è destinata a normalizzarsi senza interventi straordinari.