L’Alto Adige rilancia la sua candidatura nel cuore dell’innovazione digitale europea. In accordo con l’assessore all’Innovazione Philipp Achammer, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiesto al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nel corso di un incontro avvenuto l’8 aprile a Roma, di sostenere la candidatura altoatesina al bando europeo Digital Europe per il finanziamento dei nuovi European Digital Innovation Hub (EDIH).
Al centro del confronto il progetto Digital Innovation South Tyrol, coordinato da NOI SpA insieme a una rete di 15 partner dell’ecosistema innovativo tra università, centri di ricerca e associazioni di categoria. L’obiettivo è garantire la continuità del polo altoatesino anche nel triennio 2026–2029, dopo la fase attuale già sostenuta con fondi PNRR.
L’EDIH altoatesino aveva ottenuto nel 2022 il riconoscimento europeo “Seal of Excellence” e, nel periodo 2023–2025, ha erogato 273 servizi a 238 imprese, utilizzando oltre il 95% del budget assegnato. Le attività si sono concentrate su tecnologie legate all’intelligenza artificiale applicata a settori strategici come agrifood, energia, gestione delle risorse e manifattura avanzata.
“Il nostro EDIH è l’unico hub bilingue italiano-tedesco e rappresenta un ponte naturale con l’area DACH”, sottolinea l’assessore Achammer, evidenziando come il progetto non abbia solo una valenza locale ma anche una forte dimensione europea e strategica per il sistema Paese.
La Provincia punta ora a garantire un nuovo finanziamento complessivo di 4,7 milioni di euro per 36 mesi, con una copertura al 50% da fondi UE e al 50% da risorse nazionali e locali, mantenendo l’attuale rete di partner e la struttura operativa.
Tuttavia, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha avviato una razionalizzazione della rete nazionale degli EDIH, giudicando la candidatura altoatesina “non allineata” alla strategia italiana. Una posizione che ha aperto un confronto istituzionale sul futuro del progetto.
Nel corso dell’incontro romano, il presidente Kompatscher ha ribadito la necessità di valorizzare i risultati già raggiunti e le specificità del territorio. “Abbiamo evidenziato il funzionamento consolidato dell’hub, la sua dimensione bilingue e il rischio che un accorpamento possa indebolire l’ecosistema dell’innovazione locale”, ha spiegato.
Secondo Kompatscher, una riduzione del progetto potrebbe avere conseguenze significative non solo a livello territoriale, ma anche strategico: “L’Alto Adige rappresenta un punto di connessione con l’Europa centrale. Indebolire questo presidio significherebbe perdere un asset importante per l’intero sistema Paese”.
La richiesta avanzata al ministro Urso è quindi chiara: riconsiderare la valutazione della candidatura altoatesina non come elemento di disallineamento, ma come esperienza di successo basata su risultati concreti, cooperazione internazionale e forte radicamento territoriale.
Il dossier resta ora aperto a livello nazionale ed europeo, mentre l’Alto Adige punta a confermare il proprio ruolo di laboratorio avanzato per l’innovazione digitale in chiave alpina ed europea.
Foto, da sinistra in senso orario il ministro Adolfo Urso, il capo dell’Ufficio legislativo del MIMIT Giulio Veltri, il capo della Segreteria tecnica del ministro Mattia Losego, la segretaria particolare del ministro Tiziana Paolocci e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher/c-USP