Migliorare la sicurezza stradale lungo le principali direttrici urbane, con particolare attenzione alle aree più esposte al traffico pesante. È questo l’obiettivo del primo pacchetto di interventi presentato dal sindaco di Bolzano Claudio Corrarati e dall’assessora alla mobilità Johanna Ramoser, per un investimento complessivo di 446.000 euro.
Il piano è stato illustrato in municipio al termine della seduta settimanale di Giunta la settimana scorsa e si concentra su alcuni assi strategici della viabilità cittadina, tra cui corso Libertà, corso Italia e via Roma, dove negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo del traffico, anche pesante. L’obiettivo è intervenire sia sulla chiarezza della segnaletica sia sulla protezione degli utenti più vulnerabili della strada.
Tra le misure previste rientrano la sostituzione della segnaletica obsoleta e il miglioramento della visibilità lungo le principali arterie urbane, insieme all’introduzione di sistemi più efficaci per la sicurezza degli attraversamenti pedonali, con illuminazione a LED e segnaletica orizzontale luminosa.
Il progetto si sviluppa su due fronti principali. Il primo riguarda la sostituzione di 1.304 cartelli stradali su tutto il territorio comunale, secondo un ordine di priorità basato sulle categorie di rischio: segnali di precedenza, di pericolo, di divieto e infine di obbligo. Un intervento diffuso che punta a rendere la circolazione più leggibile e a ridurre i margini di errore alla guida.
Il secondo ambito è dedicato alla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali lungo il principale asse di collegamento tra SS508 e SS12, che attraversa via Cadorna, piazza della Vittoria, corso della Libertà, corso Italia, via Roma fino all’accesso a via Innsbruck. Un tratto particolarmente sensibile, teatro negli ultimi anni di diversi incidenti legati al conflitto tra traffico pesante e utenze deboli.
Particolare attenzione è riservata agli studenti, vista la presenza lungo il percorso di numerosi istituti scolastici – quattro in via Cadorna e uno in via Roma – oltre a fermate strategiche del trasporto pubblico. La mancanza di una circonvallazione rende infatti inevitabile il passaggio di mezzi pesanti anche superiori alle 7,5 tonnellate in ambito urbano.
Nel dettaglio, gli interventi interesseranno numerosi attraversamenti considerati critici, tra cui via Sarentino presso la fermata bus ponte S. Antonio, via Cadorna, via Diaz, corso Italia in zona piazza Cristo Re, via Roma in più punti fino alla connessione con via Innsbruck e la bretella verso via Trento. Prevista anche la messa in sicurezza delle aree tra viale Trieste, piazza Scholl e il ponte Roma.
Per quanto riguarda piazza Mazzini, la Giunta ha già approvato un progetto specifico di riqualificazione dell’intersezione, che sarà sviluppato con un intervento dedicato.
Con questo primo pacchetto, l’Amministrazione comunale avvia un percorso strutturato e progressivo di rafforzamento della sicurezza stradale, con particolare attenzione alla tutela dei pedoni e alla riduzione dei rischi lungo le direttrici più trafficate della città.
Nel corso della stessa conferenza stampa, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Stephan Konder ha illustrato anche un intervento di sistemazione superficiale di via Capri, nel tratto tra via Ischia e via Amalfi, e dell’incrocio tra via Roen e via Amalfi, per un valore complessivo di 420.000 euro.
Il progetto completa la riqualificazione di via Capri, già avviata nel tratto più a sud, con l’obiettivo di uniformare la strada a un unico livello con i marciapiedi e migliorare la fruibilità degli spazi. Prevista inoltre una nuova configurazione della viabilità con introduzione della “strada residenziale” e del limite di velocità, privilegiando la mobilità pedonale.
Infine, sul fronte sociale, l’assessora alle Politiche Sociali Patrizia Brillo ha illustrato la situazione relativa a richiedenti asilo e persone senza dimora, segnalando un aumento dei flussi, anche familiari, provenienti dall’area di Oltrebrennero, in particolare da Germania e Austria.
Brillo ha sottolineato la necessità di una programmazione strutturata dell’integrazione, con percorsi linguistici, lavorativi e abitativi, evidenziando i limiti di un approccio esclusivamente emergenziale e chiedendo un maggiore coordinamento tra istituzioni e imprese per garantire soluzioni più efficaci e sostenibili.