Alto Adige promosso in salute: ma la prevenzione resta la vera sfida

In Alto Adige si vive bene, e soprattutto ci si sente bene. A dirlo sono i nuovi dati diffusi dall’ASTAT sullo stato di salute nel 2024: ben l’81% degli adulti si definisce in condizioni buone o molto buone, un risultato nettamente superiore alla media nazionale, ferma al 65%.

Numeri che raccontano una realtà positiva, ma che non devono far abbassare la guardia. Come sottolinea l’assessore alla Salute Hubert Messner, la qualità della vita e l’efficacia del sistema sanitario locale rappresentano un punto di forza, ma la vera partita si gioca sulla prevenzione: vivere più a lungo sì, ma soprattutto vivere meglio.

Tra i pilastri della salute emerge con forza il movimento. Il 42% degli adulti pratica sport regolarmente e un ulteriore 16% lo fa in modo occasionale. Tuttavia, resta un 15% completamente sedentario. Un dato che evidenzia come, accanto alle buone abitudini diffuse, esistano ancora margini importanti di miglioramento. Non a caso, la Provincia si prepara a lanciare una nuova campagna di sensibilizzazione proprio sull’attività fisica.

Perché i rischi, anche in un contesto virtuoso, non mancano. Il 31% della popolazione adulta è in sovrappeso e l’8% è obeso, con incidenze più elevate nelle fasce d’età avanzate. Segnali che richiamano l’importanza di un approccio integrato: alimentazione equilibrata, movimento costante e una rete di servizi capillare.

A preoccupare maggiormente è però il comportamento dei più giovani. Il consumo eccessivo di alcol riguarda il 18% degli adulti, ma sale al 31% tra i 18 e i 39 anni. Un campanello d’allarme che impone interventi mirati e una collaborazione più stretta tra istituzioni, scuole e comunità locali.

Il quadro che emerge è dunque duplice: da un lato una popolazione che si percepisce in buona salute, dall’altro la consapevolezza che il benessere va coltivato ogni giorno. L’Alto Adige si conferma un modello positivo, ma con una direzione chiara: investire sempre di più nella prevenzione per trasformare i buoni numeri di oggi in certezze per il futuro.

Foto, Hubert Messner/c-Fabio Brucculeri