Cure più accessibili, meno attese e maggiore attenzione ai pazienti più vulnerabili: la Provincia compie un passo concreto verso una sanità più efficiente. Con una delibera approvata il 27 marzo scorso su proposta dell’assessore alla Salute Hubert Messner, la Giunta provinciale ha ampliato l’offerta delle prestazioni podologiche, migliorando l’assistenza soprattutto per chi vive condizioni delicate.
La novità, entrata in vigore il 1° aprile 2026, riguarda innanzitutto le modalità di accesso alle cure. In futuro, anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta potranno prescrivere direttamente determinati trattamenti podologici per le persone affette da diabete. Un cambiamento importante, visto che finora questa possibilità era riservata esclusivamente agli specialisti.
L’obiettivo è chiaro: snellire le procedure e ridurre i tempi di attesa. “Accorciamo gli iter e rendiamo più semplice l’accesso alle cure”, ha sottolineato Messner, evidenziando come la riforma punti a garantire interventi più rapidi per chi ne ha realmente bisogno.
Ma non è tutto. La delibera introduce anche importanti agevolazioni per pazienti particolarmente fragili. Chi è in terapia oncologica o soffre di patologie reumatiche potrà ora accedere alle prestazioni podologiche senza compartecipazione alla spesa sanitaria. Un sostegno concreto per cure fondamentali non solo per il trattamento, ma anche per la prevenzione e il monitoraggio delle complicanze.
Parallelamente, è stato aggiornato e ampliato l’elenco delle prestazioni disponibili: dai trattamenti di base a quelli più complessi, fino agli interventi per unghie incarnite e alla fornitura di plantari e correzioni ortopediche.
Per i trattamenti podologici complessi viene introdotto un tetto massimo di sei accessi annui, una misura pensata per rendere l’offerta più strutturata e mirata alle esigenze individuali.
Attenzione anche alla fase di transizione: le prescrizioni emesse entro il 31 dicembre 2025 resteranno valide fino alla fine del 2026, evitando così interruzioni nelle cure già avviate.
Una riforma che mette al centro il paziente e che punta a rendere la sanità più vicina, tempestiva e inclusiva, a partire – letteralmente – dai piedi.