Quando la salute è un nuovo inizio: capire le dipendenze per cambiare davvero vita

Ogni anno, il 7 aprile, la Giornata mondiale della salute richiama l’attenzione globale sul significato del benessere e sulle sfide che lo accompagnano. Istituita nel 1950 per commemorare la fondazione della Organizzazione Mondiale della Sanità, questa ricorrenza oggi si inserisce in un dibattito sempre più ampio: cosa significa davvero “essere in salute” nel mondo contemporaneo?

Nel 2026 la riflessione si concentra su una visione della salute che supera i confini tradizionali della medicina e abbraccia dimensioni sociali, ambientali e comportamentali. In questa direzione si inserisce anche l’approccio “One Health”, che mette in relazione la salute umana, animale e dell’ambiente, evidenziando come tutto sia interconnesso. Un cambio di paradigma che, secondo molti esperti, impone di superare una visione esclusivamente centrata sull’individuo e di leggere il benessere come parte di un sistema più complesso.

È proprio da questa prospettiva che interviene Bruno Marcato, direttore dell’impresa sociale HANDS ETS, realtà che in Alto Adige segue ogni anno circa 1.500 persone con problemi di dipendenza. Per Marcato, la sfida non riguarda soltanto la cura del sintomo, ma un ripensamento profondo dei modelli di vita: “La dipendenza non scompare semplicemente. Rimane sullo sfondo e richiede un’attenzione costante. Il momento decisivo è quello in cui la persona inizia a trasformare concretamente la propria situazione”.

Il percorso di uscita dalle dipendenze, infatti, non si esaurisce nella fase acuta della disintossicazione, ma inizia proprio dopo. È lì che si gioca la partita più difficile: cambiare abitudini, ricostruire relazioni, trovare nuovi equilibri e dare forma a una quotidianità sostenibile. Un processo che richiede tempo, continuità e soprattutto una rete di sostegno capace di accompagnare la persona nel lungo periodo.

In questo senso, HANDS ETS promuove un modello di intervento che integra supporto terapeutico, attività sociali e percorsi esperienziali a contatto con la natura. L’obiettivo è rafforzare le risorse individuali e favorire un reinserimento attivo nella comunità. “La salute significa prendere sul serio sé stessi e assumersi la responsabilità della propria vita e del contesto in cui si vive”, sottolinea ancora Marcato, evidenziando come il cambiamento personale sia inseparabile da quello sociale e relazionale.

Con sedi a Bolzano e strutture operative a Merano e Brunico, HANDS ETS rappresenta oggi un punto di riferimento in Alto Adige nel trattamento delle dipendenze da alcol, farmaci, gioco d’azzardo e comportamenti compulsivi. Ogni anno l’organizzazione accompagna migliaia di persone attraverso un sistema articolato di ambulatori, centri diurni, gruppi di autoaiuto e laboratori protetti, sostenuto da un’équipe multidisciplinare di professionisti e volontari.

La sfida, in definitiva, non è solo uscire dalla dipendenza, ma costruire una nuova idea di salute: più ampia, più umana, più connessa alla vita reale. Perché guarire, oggi, significa anche imparare a vivere diversamente.

Foto, Bruno Marcato