Scuola, il sindacato cambia pelle: a Bolzano parte la “nuova fase” della UIL

Non è stato solo un congresso. È stato un segnale politico chiaro: la UIL Scuola Rua in Alto Adige vuole tornare protagonista, più radicata, più presente, più incisiva.

Ampia partecipazione, clima di rilancio e una direzione precisa hanno caratterizzato il Primo Congresso Provinciale della UIL Scuola Rua Alto Adige – Südtirol, che si è svolto il 31 marzo 2026 a Bolzano, presso l’Hotel Four Points by Sheraton. Un appuntamento che segna una svolta organizzativa e strategica per il sindacato sul territorio.

Al termine dei lavori è stato eletto Segretario Generale il professor Marco Pugliese, già attivo nella struttura sindacale e protagonista della recente fase di confronto contrattuale, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un accordo “serio e concreto” per il personale scolastico . Nominato Tesoriere il professor Alessandro Salsotto. Completano la nuova segreteria provinciale Mariaelena Ricca, Flavia Dagostin, Giovanni Arpaia e Stefano Mellarini.

Il congresso segna soprattutto un ritorno: la UIL Scuola Rua torna ad essere struttura provinciale dopo una fase regionale. Una scelta tutt’altro che formale, che punta a rafforzare la presenza nei territori e a incidere con maggiore peso nei tavoli della contrattazione locale. In un contesto in cui le trattative sul contratto restano aperte e decisive, il radicamento diventa una leva strategica.

La presenza del tesoriere nazionale Enrico Bianchi ha confermato l’attenzione della struttura centrale verso questo passaggio, considerato un tassello importante nel percorso complessivo dell’organizzazione.

Nel suo intervento, Pugliese ha tracciato una linea netta: priorità al rinnovo contrattuale e alla valorizzazione reale della professione docente. “Siamo in una fase decisiva – ha spiegato – e vogliamo chiudere entro aprile dando risposte concrete. Mettiamo al centro la nostra professione, non a parole ma nei fatti”.

Ma il messaggio più forte riguarda il cambiamento interno. Il nuovo segretario rivendica una discontinuità generazionale e culturale: un sindacato che deve “svecchiarsi”, trovare un linguaggio nuovo, tornare attrattivo. Non solo difendere, ma costruire.

È qui che si inserisce lo sguardo verso i giovani: un progetto specifico per chi si sta abilitando e per chi entra ora nella scuola, con l’obiettivo di intercettare una generazione spesso distante dal mondo sindacale ma decisiva per il futuro.

Il congresso, dunque, non chiude una fase ma ne apre una. Più territoriale, più concreta, meno legata alla retorica e più orientata ai risultati. Con una promessa implicita ma chiara: tornare a contare davvero, nei luoghi in cui si decide.

Foto, Marco Pugliese