Poesia e rivoluzione: quando le parole diventano atto civile

La poesia torna protagonista sul palcoscenico con un appuntamento che promette di andare oltre la semplice lettura per trasformarsi in esperienza condivisa. Il 27 marzo, alle 20.30, al teatro Cristallo di Bolzano, la compagnia teatroBlu, diretta da Nicola Benussi, propone il secondo incontro della rassegna “C’è bisogno di poesia”, questa volta dedicato al tema “Poesia e Rivoluzione”.

L’iniziativa si inserisce in un percorso artistico più ampio che teatroBlu porta avanti da anni, tra teatro di innovazione, progetti rivolti a giovani e famiglie e momenti di approfondimento sui linguaggi contemporanei. Una linea che punta a riportare al centro l’ascolto, la partecipazione e il valore della cultura come spazio condiviso.

In un tempo definito dagli stessi organizzatori come incerto e frammentato, la proposta assume un significato che va oltre la dimensione scenica. La serata è pensata come una mise en espace essenziale, in cui la parola poetica diventa protagonista assoluta, senza sovrastrutture, per restituire al pubblico un’occasione di raccoglimento e attenzione.

Il tema scelto, quello della rivoluzione, non è casuale. La rassegna intende infatti dare voce a poeti e poetesse che hanno utilizzato la scrittura come strumento di cambiamento, testimonianza e presa di posizione. Figure che, attraverso la parola, hanno cercato di incidere sulla realtà, trasformando la poesia in un gesto attivo, capace di sollecitare coscienze e immaginare scenari diversi.

L’idea alla base dell’appuntamento è semplice ma ambiziosa: la poesia come necessità. Non un esercizio estetico fine a sé stesso, ma uno spazio interiore e collettivo in cui ritrovare senso, ascolto e consapevolezza. In questo contesto, le parole diventano strumenti che non descrivono soltanto il mondo, ma provano a cambiarlo, almeno nella percezione di chi ascolta.

L’evento, ospitato nella sala Giuliani del teatro Cristallo — sede in cui teatroBlu è ente residente — rientra nel ciclo di conferenze-spettacolo “Tu chiamale se vuoi emozioni”, che accompagnerà il pubblico da gennaio a maggio con appuntamenti dedicati ai diversi linguaggi della scena e del pensiero.

L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata. Un invito, più che uno spettacolo in senso tradizionale, a fermarsi e ascoltare: perché, suggerisce il titolo stesso della rassegna, forse oggi più che mai “c’è bisogno di poesia”.

Foto, Nicola Benussi