Autonomia Alto Adige: tutto secondo programma, Italia e Austria OK

Una prassi diplomatica consolidata e nessuna sorpresa: il Governo italiano ha inviato al governo austriaco una comunicazione di cortesia riguardo la riforma dello statuto di autonomia del Trentino Alto Adige, attualmente in via di definitivo perfezionamento da parte del Parlamento italiano. “Come sempre, ogni impegno del governo Meloni viene mantenuto”, ha commentato l’onorevole Alessandro Urzì, relatore della riforma alla Camera dei deputati.

Secondo Urzì, la nota di Roma a Vienna, riportata dall’agenzia Apa, non interferisce in alcun modo con il processo legislativo interno italiano, ma consolida le relazioni tra Italia e Austria, rafforzando il valore morale di una collaborazione storica tra i due Paesi. “Si tratta di una comunicazione istituzionale di cortesia, ormai usuale in occasione di revisioni statutarie precedenti”, spiega Urzì, sottolineando il ruolo fondamentale delle trattative con le articolazioni locali e delle comunità linguistiche del Trentino e dell’Alto Adige.

Anche il governatore altoatesino Arno Kompatscher conferma la positiva valutazione austriaca della riforma, ricordando come l’Austria continui a riconoscere il fondamento di diritto internazionale dell’autonomia altoatesina rappresentato dall’Accordo di Parigi. “Si tratta di un ulteriore scambio di note che conferma la prassi storica tra i due Stati e la funzione di tutela dell’Austria rispetto agli obblighi contrattuali”, aggiunge Kompatscher.

Il cancelliere austriaco Christian Stocker e la ministra degli Esteri Beate Meinl-Reisinger hanno parlato di una “salvaguardia e rafforzamento dell’autonomia dell’Alto Adige”. Attualmente, dopo l’invio della lettera della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Vienna, lo scambio di note diplomatiche proseguirà con la risposta austriaca, nella quale Stocker confermerà che l’Austria non solleverà alcuna obiezione.

La riforma, ormai superate tre delle quattro letture parlamentari, ripristina competenze importanti perse o limitate dal 1992, rafforza l’autonomia legislativa in settori come pianificazione territoriale, tutela ambientale e gestione della fauna selvatica, e stabilisce che qualsiasi modifica futura allo Statuto sarà possibile solo con il consenso della Provincia autonoma di Bolzano. Anche la riduzione del requisito di residenza da quattro a due anni per il diritto di voto attivo del gruppo linguistico italiano è stata valutata positivamente da Vienna, senza modificare la posizione austriaca complessiva.

Un leggero elemento di polemica emerge, tuttavia, dalle critiche di alcuni osservatori locali: sebbene la riforma rappresenti un rafforzamento complessivo dell’autonomia, alcune misure potrebbero “allentare standard di tutela” per i gruppi linguistici tedesco e ladino. Nonostante ciò, il bilancio politico resta positivo, con un’Italia che mantiene i propri impegni e un’Austria che ne riconosce i meriti.

In sintesi, tutto secondo programma: autonomia rafforzata, relazioni diplomatiche confermate e nessuna sorpresa, ma con una piccola nota di dibattito sulla gestione dei singoli standard etnici che farà discutere ancora.

Foto, Arno Kompatscher