“La vita è una scalata”: il film girato tra le vette che sfida le droghe e parla ai giovani

Tra le montagne di Merano 2000 nasce un progetto che va oltre il cinema: è un messaggio, una presa di posizione, un tentativo concreto di parlare ai giovani con un linguaggio nuovo. Si intitola “Ricordati che ti voglio bene”, lo short film prodotto da Dixer Film che affronta uno dei temi più urgenti e delicati del nostro tempo: le dipendenze.

Il punto di partenza non è astratto, ma profondamente radicato nella realtà. In Alto Adige stanno emergendo segnali preoccupanti legati alla diffusione delle nuove droghe sintetiche, in particolare i nitazeni, oppioidi potentissimi — persino più del Fentanyl — che rappresentano oggi una delle minacce più gravi a livello globale. I primi casi registrati proprio in questo territorio hanno acceso un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

Le analisi delle acque reflue, sempre più utilizzate per monitorare il consumo reale di sostanze, raccontano una fotografia chiara: Bolzano risulta tra le città italiane con livelli significativi per alcune droghe, arrivando a superare realtà come Milano per il consumo di cocaina. Un dato che non è solo statistica, ma segnale di un cambiamento profondo nei comportamenti giovanili.

Da qui nasce l’urgenza del film: non limitarsi a dire cosa è sbagliato, ma mostrare cosa è possibile. Il racconto si sviluppa come una metafora potente: la vita come una scalata, fatta di ostacoli, scelte e cadute, ma anche di possibilità di risalita. Al centro non c’è la droga, ma l’alternativa: creatività, arte, passione, consapevolezza. Perché — suggerisce il film — l’unica cosa davvero “stupefacente” è la vita stessa.

Il progetto si distingue anche per l’ambizione produttiva. Girato interamente in alta quota, tra creste e paesaggi spettacolari, il film porta la firma del regista Alessandro Parrello, già premiato con il Nastro d’Argento insieme a Maurizio Lombardi. La fotografia di Valerio Evangelista trasforma la natura alpina in elemento narrativo, rendendo ogni scena immersiva e visivamente potente.

A dare ulteriore forza al racconto è il cast: tra i protagonisti Luca Ward, voce iconica del cinema internazionale, che interpreta una sorta di guida interiore del protagonista. «Il messaggio per i giovani è essere se stessi», spiega, sottolineando il valore personale del progetto, accanto alla presenza dello stesso Lombardi, volto noto del cinema d’autore italiano.

Ma questo film è soprattutto un’opera corale. Dalle istituzioni locali alle imprese del territorio, fino al supporto dell’Arma dei Carabinieri — in particolare del 7º Reggimento di Laives — il progetto nasce da una rete di collaborazioni che dimostra come il cinema possa diventare anche strumento sociale e territoriale.

Non è un caso che lo short film abbia ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il sostegno del Sottosegretario Alfredo Mantovano. Un riconoscimento che ne rafforza il valore non solo artistico, ma anche educativo.

Nel racconto, come nella realtà, la salita è faticosa. Ma è proprio lì che si gioca tutto: nella scelta di credere in se stessi, di trovare una direzione, di resistere.

Perché la vita è davvero una scalata. E, passo dopo passo, si può sempre scegliere di salire.

Foto, Eugenio Ricciardi e Maurizio Lombardi