Dopo l’aggressione a Bolzano, la comunità LGBTQIA+ rilancia: “Diritti, non concessioni”

La violenza avvenuta nei giorni scorsi in piazza Domenicani a Bolzano riaccende il dibattito sul tema della sicurezza e dei diritti delle persone LGBTQIA+. A raccontarlo è una delle due giovani vittime, che in una testimonianza rilasciata a BzNews24 ha sottolineato come l’aggressione subita sia legata al proprio orientamento sessuale: «Anche se non ho riportato gravi conseguenze fisiche – racconta – resta il fatto di essere stata aggredita per l’orientamento sessuale. Nel 2026 è qualcosa di assurdo».

Dalla comunità LGBTQIA+ locale arriva una reazione compatta. Realtà associative come Centaurus Arcigay Alto Adige Südtirol, Famiglie Arcobaleno Trentino – Alto Adige/Südtirol e Rete ELGBTQIA+ del Trentino Alto Adige esprimono solidarietà alle vittime e al tempo stesso preoccupazione per il contesto in cui l’episodio si è verificato, evidenziando come gli aggressori risultino essere persone giovani.

Una circostanza che, secondo le associazioni, impone una riflessione più ampia sul ruolo delle istituzioni educative e dei servizi pubblici. Nel comunicato si sottolinea infatti la necessità di rafforzare la formazione nelle scuole su temi legati al rispetto delle differenze, così come quella dei servizi socio-sanitari, affinché siano realmente preparati ad accogliere e supportare le persone LGBTQIA+. Al centro anche la richiesta di tutele legali e istituzionali più incisive.

Il messaggio è chiaro: non si tratta di rivendicare privilegi, ma diritti fondamentali che devono essere garantiti in modo concreto e uniforme. In questa prospettiva si inseriscono anche le istanze portate avanti in occasione dell’Alto Adige Pride Südtirol, che continuano a rappresentare un punto di riferimento per la comunità e un momento di visibilità e rivendicazione politica e sociale.

Tra le richieste principali figurano una legge provinciale specifica contro le discriminazioni e le violenze omo-lesbo-bi-trans-inter-a-fobiche, il rafforzamento dei servizi di protezione dedicati, il potenziamento del Centro Tutela Antidiscriminazione della Provincia Autonoma di Bolzano e l’introduzione di percorsi strutturati di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, costruiti in collaborazione con le realtà del territorio.

In questo scenario, Centaurus viene indicata come un presidio fondamentale: attualmente è l’unica associazione con servizi specifici di assistenza per persone LGBTQIA+ nella provincia. Nonostante le difficoltà economiche e operative, continua a garantire supporto su tutto il territorio, confermandosi un punto di riferimento essenziale in un contesto che, alla luce degli ultimi episodi, appare ancora lontano da una piena inclusività.