Famiglie, il caso degli assegni: il Team K attacca Pamer sui numeri e parla di aumenti “troppo esigui”

Nel confronto politico altoatesino sui sostegni alle famiglie si apre una nuova fase di tensione tra la Giunta provinciale e il Team K, che contesta nel merito e nei numeri le misure annunciate dall’assessora provinciale al sociale Rosmarie Pamer. Al centro della polemica c’è l’effettiva portata degli aumenti degli assegni familiari, presentati dall’esecutivo come un rafforzamento del supporto al ceto medio ma giudicati dall’opposizione come interventi di entità limitata.

A intervenire è la consigliera Maria Elisabeth Rieder, che mette in discussione la reale incidenza degli adeguamenti previsti. Secondo Rieder, gli importi degli assegni provinciali per i figli restano troppo bassi per compensare l’aumento del costo della vita e non rappresenterebbero un sostegno significativo per le famiglie.

Nel dettaglio dei dati richiamati dalla consigliera, gli aumenti si articolano per fasce ISEE con incrementi contenuti: per i redditi fino a 15.000 euro si passa da 70 a 76 euro mensili, con un aumento di 6 euro; nella fascia tra 15.000 e 30.000 euro l’assegno sale da 55 a 68 euro, quindi +13 euro; per la fascia tra 30.000 e 46.000 euro l’importo passa da 55 a 60 euro, con un incremento di 5 euro. Numeri che, secondo il Team K, restano ben al di sotto dell’inflazione e non riescono a incidere in modo concreto sulle spese quotidiane.

La critica politica si concentra anche su un altro elemento considerato centrale: l’assegno provinciale per le famiglie, che secondo Rieder rimarrebbe invariato a 200 euro mensili. Proprio su questo punto si inserisce la contestazione alla valutazione espressa dall’assessora Pamer in sede istituzionale, dove tale importo viene definito «adeguato». Una posizione che il Team K respinge, sostenendo che la cifra non sia più coerente con l’evoluzione del costo della vita.

Secondo l’opposizione, il problema non è soltanto l’entità degli aumenti, ma l’impostazione complessiva degli interventi, che verrebbero presentati come una svolta a sostegno delle famiglie senza però produrre effetti tangibili sufficienti. Anche l’innalzamento della soglia ISEE viene interpretato dal Team K come una misura dal valore limitato, non in grado di modificare in modo sostanziale l’accesso ai benefici.

La posizione espressa da Rieder si inserisce quindi in una critica più ampia alla strategia della Giunta, accusata di enfatizzare interventi considerati marginali rispetto alle reali esigenze economiche dei nuclei familiari. Sullo sfondo resta il nodo politico principale: la distanza tra la lettura dell’esecutivo, che rivendica un rafforzamento del sistema di sostegno, e quella dell’opposizione, che invece evidenzia come, nei fatti, gli importi aggiornati non producano un cambiamento significativo nel quotidiano delle famiglie.

Foto, Maria Elisabeth Rieder