La Giunta provinciale conferma la sua linea unilaterale: ai bambini di lingua tedesca della scuola dell’infanzia non sarà garantito l’accesso al personale pedagogico di lingua italiana. A dirlo è stata la risposta dell’assessore provinciale Philipp Achammer all’interrogazione del consigliere Alex Ploner (Team K), che definisce la scelta della SVP “retrograda e ingiusta”.
«Se nelle scuole di lingua italiana il multilinguismo precoce è ormai una realtà consolidata, ai bambini di lingua tedesca viene sistematicamente negata una opportunità fondamentale per il loro futuro», sottolinea Ploner. «Non si tratta solo di lingua, ma di diritto di partecipazione, inclusione e di sviluppo libero in una società multilingue».
Le evidenze scientifiche sono chiare: l’apprendimento precoce di una seconda lingua rafforza le capacità cognitive, migliora l’apprendimento e promuove competenze interculturali. Studi nazionali e internazionali – da Balboni a Caon e Bialystok – confermano che il multilinguismo non mette a rischio l’identità né ostacola la lingua madre. Nonostante ciò, la SVP continua a ignorare le ricerche e a sostenere una politica basata sull’esclusione.
Ploner denuncia anche il paradosso dell’autonomia scolastica: «Chi parla di autonomia non può costruire barriere linguistiche. In un momento in cui l’Alto Adige cresce culturalmente ed è sempre più eterogeneo, questa politica non è solo superata, ma rischiosa». Anche le istituzioni europee raccomandano esplicitamente la promozione del multilinguismo precoce già in età prescolare, come evidenziato nel rapporto Key Data on Teaching Languages at School in Europe della Commissione europea del 2017.
«Chi vuole ‘proteggere’ i bambini dalla lingua, in realtà sottrae loro opportunità per il futuro», conclude Ploner, invitando la SVP e l’assessore Achammer a ripensare una politica educativa che, secondo il consigliere, invece di aprire porte ai più piccoli, le chiude.
Foto, Alex Ploner