Con 28 voti contrari e 26 favorevoli, il Consiglio regionale ha respinto la proposta di voto 4/XVII avanzata dal Team K, che mirava a introdurre maggiore trasparenza su uno dei nodi più delicati – e meno accessibili – dell’autonomia: le Commissioni paritetiche dei Dodici e dei Sei.
Il Team K chiedeva in particolare di digitalizzare, conservare e rendere accessibile, almeno ai consiglieri regionali, il vasto patrimonio documentale delle Commissioni, che include verbali, relazioni, pareri e dossier legati alle circa 190 norme di attuazione dello Statuto di autonomia prodotte dal 1973 a oggi.
A motivare il no della Giunta è stato l’assessore Franz Locher, che ha definito la proposta “troppo complessa”, lasciando intendere l’esistenza di soluzioni alternative più semplici. Una risposta sintetica, ma politicamente significativa: ancora una volta, il tema della trasparenza viene rinviato, consolidando di fatto l’attuale sistema.
Nonostante il ruolo cruciale delle Commissioni paritetiche nel definire i rapporti tra Stato e autonomie territoriali, il patrimonio documentale resta sostanzialmente inaccessibile non solo ai cittadini, ma anche agli stessi consiglieri.
Questa situazione stride con i principi fondamentali di una democrazia moderna: trasparenza amministrativa, accesso alle informazioni e controllo democratico sugli atti pubblici. In un contesto in cui le istituzioni investono sempre più in digitalizzazione e open data, il cuore normativo dell’autonomia speciale appare ancora ancorato a logiche di opacità.
Il contrasto emerge con forza anche sul piano politico. Solo pochi mesi fa, il Presidente della Regione, Arno Kompatscher, aveva dichiarato in aula che “non c’è nulla da nascondere” e che la trasparenza rappresenta un valore condiviso. Parole che oggi, alla luce del voto, appaiono difficili da conciliare con la scelta della maggioranza.
La bocciatura della proposta del Team K mantiene in piedi un sistema in cui decisioni fondamentali continuano a maturare senza adeguati strumenti di conoscenza e verifica. Tuttavia, il margine ristretto del voto – 26 sì contro 28 no – segnala che una sensibilità diversa, più attenta ai temi della trasparenza e dell’accountability, sta emergendo in Consiglio. Questo lascia aperta la possibilità che, in futuro, si possa finalmente colmare questa lacuna istituzionale, riportando luce e controllo sul cuore dell’autonomia.