Servizi per l’infanzia accessibili: l’aumento delle rette minaccia la parità di opportunità

La recente revisione delle tariffe per il tempo prolungato nelle scuole dell’infanzia del Comune di Bolzano ha sollevato preoccupazioni importanti sulla sostenibilità dei servizi educativi per le famiglie. Ulrike Oberhammer, presidente della Commissione Provinciale per le Pari Opportunità, denuncia come l’aumento, che può portare il costo mensile fino a circa 160 euro, rischi di colpire in particolare le donne, compromettendo la loro partecipazione al mercato del lavoro.

La segnalazione è arrivata dai rappresentanti dei genitori della scuola dell’infanzia “Città dei bambini”, che evidenziano come il nuovo sistema tariffario, basato su delibere provinciali e comunali, comporti un incremento significativo rispetto alle rette precedenti: oggi 78 euro per il tempo normale e 102 per il tempo prolungato, che con la nuova impostazione possono superare i 160 euro mensili, con un aggravio annuale di oltre 550 euro per bambino.

“In una città come Bolzano, dove entrambe le figure genitoriali lavorano nella maggior parte dei casi, il servizio pomeridiano rappresenta uno strumento essenziale di conciliazione tra lavoro e vita familiare”, afferma Ulrike Oberhammer. “Incrementare così drasticamente i costi significa penalizzare proprio le famiglie che più necessitano di questo supporto, con ricadute evidenti sulle donne che spesso si trovano a dover scegliere tra lavoro e cura dei figli”.

Secondo Oberhammer, servizi educativi accessibili, flessibili e convenienti sono tra gli strumenti più efficaci per favorire la parità di genere e garantire la continuità lavorativa delle donne. “Il costo della vita in Alto Adige, già elevato, grava soprattutto sulle famiglie con redditi medio-bassi e su quelle numerose: aumenti significativi nelle rette per l’infanzia rischiano di scoraggiare le madri dal mantenere o riprendere un’occupazione, con effetti negativi sul lavoro femminile e sul welfare locale”.

Per questo motivo, la Commissione per le Pari Opportunità sostiene la richiesta dei genitori di rivalutare la decisione, riportando le tariffe a livelli coerenti con quanto stabilito dalla delibera provinciale del luglio 2025. “Garantire servizi educativi accessibili non è solo una questione economica o organizzativa: è una scelta politica strategica, fondamentale per promuovere l’uguaglianza tra donne e uomini e sostenere concretamente le famiglie altoatesine”, conclude Ulrike Oberhammer.

Foto, Ulrike Oberhammer – presidente Commissione provinciale pari opportunità