Decreto sicurezza, Unterberger avverte: “Attenzione, non vogliamo scenari all’americana”

Il nuovo decreto sicurezza accende il dibattito politico. E dal Senato arriva un forte richiamo alla cautela da parte della presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, che mette in guardia dal rischio di indebolire l’azione della magistratura e di creare corsie privilegiate nelle indagini.

Al centro delle critiche c’è l’idea di introdurre un registro speciale per le persone che, presumibilmente, avrebbero agito per legittima difesa o in stato di necessità. Secondo la proposta, questi soggetti non verrebbero iscritti nel normale registro degli indagati.

«In questo modo si introduce una sorta di presunzione di innocenza preventiva, pensata soprattutto per le forze di polizia», osserva Unterberger in una nota. Una scelta che, secondo la senatrice, solleva interrogativi sul piano dell’equilibrio tra poteri dello Stato.

Per Unterberger, l’orientamento del governo guidato da Giorgia Meloni e sostenuto anche dal vicepremier Matteo Salvini emerge chiaramente anche dal modo in cui alcune vicende di cronaca vengono commentate prima ancora che la magistratura abbia completato gli accertamenti.

Tra i casi citati c’è quello del poliziotto Carmelo Cinturrino, inizialmente difeso da parte della politica come esempio di legittima difesa. Successivamente, però, l’inchiesta della Procura di Milano ha portato all’arresto dell’agente con l’accusa di omicidio volontario per la morte del pusher Abderrahim Mansouri nel bosco di Rogoredo. 

Secondo le indagini, la vittima non avrebbe avuto un’arma in mano al momento degli spari e gli investigatori stanno verificando anche possibili legami dell’agente con il mondo dello spaccio e altre ipotesi di reato. 

«L’orientamento del governo è chiaro», prosegue Unterberger. «Non si limita più a interferire con la magistratura attraverso critiche spesso inappropriate, ma vuole arrivare a imporre alle procure su quali casi possano indagare e su quali no».

La senatrice altoatesina lancia quindi un monito: il rischio, a suo avviso, è quello di avvicinarsi a modelli in cui l’uso della forza da parte degli agenti viene sottratto a controlli giudiziari automatici.

«Così si rischia di arrivare a situazioni all’americana», conclude Unterberger, «dove contro agenti che uccidono cittadini innocenti non viene nemmeno aperta un’indagine».

Un avvertimento che riaccende lo scontro politico sul decreto sicurezza e sul delicato equilibrio tra tutela delle forze dell’ordine, diritti dei cittadini e indipendenza della magistratura.

Foto, Julia Unterberger