Case di riposo in Alto Adige: cinque anni di cambiamenti tra innovazione, sfide e nuove prospettive

Cinque anni di lavoro intenso, segnati da trasformazioni profonde e da importanti risultati per il sistema dell’assistenza agli anziani in Alto Adige. L’ARpA – Associazione delle Residenze per Anziani dell’Alto Adige – traccia un bilancio positivo dell’attività svolta dal Consiglio direttivo sotto la guida della presidente Martina Ladurner. Dopo un periodo complesso segnato dalla pandemia, il settore è riuscito a stabilizzarsi, introducendo nuove forme di assistenza, rafforzando gli standard di qualità e sperimentando modelli innovativi di formazione del personale.

Quando il Consiglio direttivo ha iniziato il proprio mandato nel 2021, il comparto delle residenze per anziani stava attraversando una fase estremamente difficile. Nel pieno del secondo anno di pandemia, circa 600 posti letto risultavano vuoti, pari a circa il 15% della capacità complessiva. Oggi la situazione è cambiata in modo significativo: le strutture hanno raggiunto una capacità di 4.604 posti letto e il tasso di posti liberi è sceso intorno al 3%, segno di un ritorno a una gestione stabile e affidabile dei servizi.

Tra i risultati più importanti raggiunti negli ultimi anni spicca l’introduzione della formazione duale per operatori socio-sanitari e socio-assistenziali, realizzata in collaborazione con il centro di formazione Lichtenburg e integrata nei contratti collettivi di settore. Questo modello ha permesso di formare personale qualificato unendo fin dall’inizio teoria e pratica. In cinque anni oltre cento operatori socio-sanitari hanno completato con successo il percorso formativo, mentre decine di persone sono ancora in formazione nelle diverse sedi altoatesine. Anche il percorso per operatori socio-assistenziali ha dato risultati positivi, contribuendo a rafforzare l’organico delle strutture.

Secondo la presidente Martina Ladurner, la formazione duale rappresenta un esempio concreto di come l’associazione abbia saputo indicare nuove strade per affrontare la crescente carenza di personale qualificato. Tuttavia proprio questo modello rischia ora di essere messo in discussione dalle nuove disposizioni provinciali sulla formazione degli operatori socio-sanitari, introdotte con una recente delibera della Giunta provinciale. Le modifiche prevedono infatti un aumento delle ore teoriche in presenza, tirocini esterni più lunghi e nuovi requisiti organizzativi che renderebbero di fatto impossibile continuare ad applicare il sistema duale nella forma attuale. Una prospettiva che l’ARpA guarda con preoccupazione, temendo che la perdita di questo modello possa ridurre l’attrattività del percorso sia per gli apprendisti sia per le strutture.

Un altro cambiamento rilevante riguarda il sistema di finanziamento delle residenze per anziani. Con una nuova delibera provinciale sono state introdotte modifiche nel calcolo delle rette giornaliere a partire dal 2025. La tariffa è composta da un importo unitario finanziato dalla Provincia attraverso il Fondo per la non autosufficienza e da una tariffa base sostenuta dai residenti, dai familiari o dai comuni. Il nuovo sistema prevede un tetto massimo giornaliero che nel 2026 è fissato a 82 euro. L’aumento delle tariffe è legato soprattutto agli adeguamenti salariali all’inflazione previsti dal contratto collettivo del pubblico impiego, considerati dall’associazione giusti e necessari per riconoscere l’impegno e la responsabilità del personale.

Secondo i calcoli dell’ARpA, gli adeguamenti all’inflazione comportano costi aggiuntivi complessivi di circa 24 milioni di euro all’anno. Una parte significativa di questi costi viene sostenuta direttamente dalle residenze per anziani attraverso la tariffa base. Per questo l’associazione ritiene che, dopo il 2026, eventuali ulteriori aumenti legati ai contratti collettivi dovrebbero essere coperti tramite l’importo unitario a carico della Provincia.

Sul fronte degli investimenti, invece, arriva una prospettiva positiva. La Giunta provinciale sta lavorando a una nuova delibera che dovrebbe aumentare in modo significativo il finanziamento per la costruzione e la ristrutturazione delle residenze per anziani. Il costo massimo riconosciuto per la realizzazione di nuovi posti letto potrebbe passare dagli attuali 180.000 euro a 325.000 euro, con contributi provinciali che potrebbero coprire fino all’80% della spesa riconosciuta.

Nel frattempo il settore dell’assistenza agli anziani ha continuato a evolversi anche dal punto di vista dei servizi. Le residenze non rappresentano più soltanto luoghi di assistenza a lungo termine, ma offrono oggi una gamma molto più ampia di soluzioni. Accanto ai posti per l’assistenza tradizionale si sono sviluppati servizi come l’assistenza temporanea, nuclei specializzati per persone con demenza, forme abitative con diversi livelli di assistenza, centri diurni e nuove modalità di abitare accompagnato o assistito. Questo ampliamento dell’offerta permette di rispondere in modo più mirato ai bisogni individuali delle persone anziane e delle persone non autosufficienti.

Parallelamente l’ARpA ha continuato a investire sulla qualità dei servizi. Con la nuova versione del Sigillo di qualità RQA Alto Adige sono stati introdotti ulteriori ambiti di attenzione, tra cui la sicurezza e la salute del personale, la gestione delle crisi e un’attenzione ancora maggiore alla qualità della vita degli ospiti, compreso il tema delle cure palliative. Anche il volontariato è stato valorizzato attraverso l’istituzione dello Schaly-Pichler Premio anziani, che premia progetti innovativi e iniziative particolarmente significative nelle residenze.

Nel 2026 l’associazione ha, inoltre, adottato una nuova linea guida che definisce visione, missione e valori dell’organizzazione. Al centro rimane sempre la persona, con principi fondamentali come dignità, rispetto, autodeterminazione e professionalità. Uno slogan riassume questa visione: lavorare insieme per garantire un invecchiamento dignitoso.

Guardando al futuro, la sfida principale resta quella demografica. Nei prossimi anni il numero di persone con più di 75 anni in Alto Adige continuerà a crescere e raggiungerà il suo picco entro il 2040. Per affrontare questa fase sarà fondamentale garantire condizioni quadro solide, sia dal punto di vista normativo sia da quello organizzativo e finanziario.

L’ARpA intende continuare a svolgere un ruolo attivo in questo percorso, accompagnando con competenza e visione lo sviluppo dell’assistenza agli anziani, con l’obiettivo di garantire anche alle generazioni future servizi di qualità e ambienti di vita dignitosi per le persone più fragili della comunità.

Foto, i componenti del consiglio direttivo di ARpA. Al centro la presidente Martina Ladurner e il direttore Oswald Mair